
Paese che vai, moratoria che trovi. Quella sui data center non passa a Zibido San Giacomo mentre a Trezzano, proposta dal Pd che l’ha mutuata dal coordinamento “No datacenter” viene approvata all’unanimità. Così è, se vi pare. Il Consiglio comunale zibidese ha respinto la mozione che chiedeva una sospensione dei progetti con dieci voti contrari e tre favorevoli, espressi dai soli proponenti. Eppure qui sono in ballo grandi infrastrutture digitali, a partire dai progetti di Amazon Web Services e K2 nella frazione di Badile. La bocciatura della mozione però non significa, secondo l’Amministrazione, rinunciare alla tutela dei cittadini e dell’ambiente. La linea è quella di intervenire attraverso gli strumenti che ritiene concretamente utilizzabili, tenendo conto dei vincoli normativi e dei margini di competenza dell’ente locale.
Il caso Amazon Web Services e il progetto K2 a Badile
A incidere sulla posizione dell’Amministrazione è, innanzitutto, lo stato dei procedimenti autorizzativi. Per il progetto di Amazon Web Services (AWS), il procedimento è in corso e il piano attuativo dell’area era stato approvato nel novembre 2023, quando gli attuali promotori della moratoria facevano parte della maggioranza. Secondo il Comune, una sospensione generalizzata potrebbe esporre l’ente a contenziosi e richieste di risarcimento. È anche alla luce di queste possibili conseguenze che l’Amministrazione motiva la scelta di non sostenere la moratoria. Diversa, al momento, la situazione relativa al progetto di K2 nella frazione di Badile. Stando a quanto riferito, non sono ancora arrivati né il progetto né comunicazioni ufficiali con il possibile intervento del commissario ad acta che il Ministero ha anticipato di voler nominare, dopo aver riconosciuto l’intervento come opera di interesse nazionale.
Le preoccupazioni dei cittadini e la richiesta di studi indipendenti
Sull’altro fronte, cresce la preoccupazione tra i residenti. Nel comunicato diffuso dopo il Consiglio comunale, il Comune assicura di comprenderei timori della popolazione e riconosce il valore delle iniziative che chiedono maggiori garanzie. La raccolta firme promossa dai cittadini della frazione di Badile è stata acquisita e inserita tra le osservazioni trasmesse al Ministero. Un altro fronte è quello degli studi ambientali. Il Comune ha chiesto ufficialmente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy risorse per finanziare analisi specialistiche e indipendenti sui possibili impatti dei data center e sulle misure di mitigazione. L’obiettivo è acquisire conoscenze scientifiche solide, valutare le ricadute degli interventi e sostenere le ragioni del territorio nelle sedi competenti.
No moratorie ma confronto con le istituzioni
La bocciatura della moratoria chiarisce la posizione assunta dall’Amministrazione sulla proposta di sospensione, ma non esaurisce la questione dei data center a Zibido San Giacomo. Restano aperti i procedimenti relativi ai progetti, gli approfondimenti sui possibili impatti ambientali e il confronto con le istituzioni competenti. Saranno i prossimi passaggi a chiarire quali margini di intervento avrà il Comune e quali strumenti potranno essere utilizzati per rispondere alle preoccupazioni dei residenti.














