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Cusago, scontro sulla variante al Pgt: altezze a 16,5 metri e accuse incrociate tra maggioranza e opposizione

La minoranza parla di “scelta politica che favorisce i privati”, il sindaco Reina replica: “Valutazione tecnica su un titolo edilizio ereditato dalla precedente amministrazione”

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Nella foto, il Castello di Cusago

È scontro aperto a Cusago sulla nuova variante urbanistica adottata l’altra sera dal Consiglio comunale che consentirà di raggiungere i 16,5 metri di altezza fuori terra nell’area della nuova lottizzazione di via De Gasperi. Una decisione che ha acceso il confronto tra maggioranza e opposizione, con letture diametralmente opposte. Il gruppo consiliare di minoranza “La nostra Cusago” sostiene che l’aumento delle altezze non rappresenti un obbligo tecnico, ma una scelta politica precisa dell’attuale amministrazione. Durante il dibattito in aula, sottolineano i consiglieri, sarebbe emerso che la volumetria già prevista dal Pgt avrebbe potuto essere distribuita diversamente, senza ricorrere all’innalzamento degli edifici.

Per l’opposizione, dunque, non si tratterebbe dell’unica strada possibile né di un passaggio imposto dalla normativa. Anzi, la minoranza esprime preoccupazione per il fatto che in futuro richieste analoghe potrebbero essere accolte anche in altre zone, qualora sostenute da un numero adeguato di cittadini. Un’eventualità che, secondo i consiglieri, rischierebbe di incidere sulla visione complessiva del paese”. Nel mirino anche il contesto urbanistico: nell’area interessata, evidenzia la minoranza, gli edifici esistenti hanno altezze inferiori ai 16,5 metri previsti dalla variante. Il confronto con costruzioni realizzate in passato nelle vicinanze, sostengono, sarebbe fuorviante perché in quei casi le maggiori altezze deriverebbero dalla presenza di piani interrati e non da un effettivo sviluppo fuori terra. Da qui l’accusa: “una scelta che appare orientata a favorire interessi privati più che l’equilibrio del tessuto edilizio”.

Di segno opposto la posizione del sindaco Gianmarco Reina. Il primo cittadino respinge l’idea di una decisione politica, parlando invece di una valutazione tecnica legata alle modalità di utilizzo di un titolo edificatorio già concesso dalla precedente amministrazione, espressione dell’attuale minoranza. Reina ricorda che in passato l’area era stata convertita da destinazione terziario avanzato a residenziale, senza – a suo dire – un’adeguata pianificazione delle infrastrutture viabilistiche, dei servizi e dei trasporti. La soluzione ora prospettata sarebbe il risultato di un percorso di analisi supportato da pareri tecnici favorevoli, tra cui quelli del Parco Agricolo Sud, della Città Metropolitana, della Soprintendenza e di professionisti urbanisti.

Il sindaco rivendica inoltre la scelta di garantire massima trasparenza attraverso lo streaming dei Consigli comunali, con la pubblicazione del link sul sito istituzionale e la diffusione tramite il canale WhatsApp del Comune. E non manca una stoccata alla minoranza, accusata di fornire ricostruzioni parziali e di mostrare imprecisioni rispetto ad atti e convenzioni urbanistiche approvati in passato. Il confronto resta aperto e destinato a proseguire, mentre sullo sfondo rimane il tema, centrale per la comunità, dello sviluppo urbanistico e dell’identità del paese.

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