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Corsico verso le amministrative: il sindaco Ventura in campagna elettorale permanente, centrodestra in stallo e senza candidati (almeno per ora)

Lunedì 10 gennaio è in programma una riunione decisiva dalla quale dovrebbe finalmente emergere il “Candidato”, con la C maiuscola

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Nella foto, il sindaco Ventura taglia il nastro all’inaugurazione della nuova biblioteca di Corsico

Corsico entra lentamente nel clima pre-elettorale, ma lo fa con due schieramenti che viaggiano a velocità molto diverse. Da un lato il sindaco in carica Stefano Ventura, candidato naturale del centrosinistra, dall’altro un centrodestra che appare paralizzato, incapace – almeno per ora – di esprimere un nome unitario e credibile per la corsa a Palazzo Comunale.

Ventura, forte della posizione istituzionale, sembra aver già avviato una vera e propria campagna elettorale sul territorio. Inaugurazioni, tagli del nastro e presenza costante in città scandiscono l’agenda del primo cittadino: l’ultima in ordine di tempo è stata l’apertura della nuova biblioteca comunale, mentre sono già annunciati eventi analoghi per alcuni dei parchi più iconici di Corsico, pronti a essere restituiti ai cittadini con cerimonie in grande stile. Un’attività amministrativa che, inevitabilmente, assume anche un forte valore politico in vista del voto.

Sul fronte opposto, invece, il quadro è tutt’altro che definito. Il centrodestra corsichese appare fermo al palo, prigioniero di divisioni interne e di vecchie ruggini mai sanate. L’ultimo tentativo di sbloccare la situazione risale a qualche giorno fa, quando i responsabili locali di Lega e Noi Moderati hanno inviato una lettera ai rispettivi direttivi provinciali indicando come possibile candidato sindaco Roberto Mei, segretario cittadino di Forza Italia. Una mossa che, però, non ha prodotto alcun esito: nessuna risposta ufficiale, nessuna investitura.

Il motivo dello stallo è noto negli ambienti politici locali. Se tre partiti del centrodestra sembrano pronti a convergere su Mei, Fratelli d’Italia resta fortemente recalcitrante. Sullo sfondo pesa ancora l’accusa – mai del tutto sopita – rivolta a Forza Italia e allo stesso Mei di essere corresponsabili della caduta della prima e unica giunta di centrodestra che ha governato Corsico, quella guidata da Filippo Errante, naufragata sulla controversa vendita di alcune aree comunali e conclusasi con il commissariamento del Comune. Una ferita politica che, a distanza di anni, continua a condizionare gli equilibri della coalizione.

A complicare ulteriormente il quadro c’è l’autocandidatura di Antonio Saccinto, responsabile cittadino di Fratelli d’Italia, che rivendica per il suo partito un ruolo centrale nella scelta del candidato. Al momento, invece, sembra essersi sgonfiata l’ipotesi Zuccherini, che non avrebbe trovato sufficiente consenso trasversale. Ma in questa fase nulla può dirsi definitivo: i colpi di scena, assicurano gli addetti ai lavori, sono sempre dietro l’angolo.

Il contesto territoriale non aiuta a rasserenare gli animi. Dopo quanto accaduto a Trezzano, con il caso Russomanno – definito da più parti come un vero e proprio “colpo di Stato” interno a Fratelli d’Italia, culminato con l’esautorazione del capogruppo consiliare – il partito di Giorgia Meloni appare come una polveriera, attraversata da correnti contrapposte che si affrontano senza esclusione di colpi. Una tensione che inevitabilmente si riflette anche su Corsico.

Nell’aria resta la promessa delle segreterie provinciali dei partiti di centrodestra: lunedì 10 gennaio è in programma una riunione decisiva dalla quale dovrebbe finalmente emergere il “Candidato”, con la C maiuscola. Ma tra gli esponenti locali serpeggia lo scetticismo. Se anche questo incontro dovesse chiudersi con l’ennesimo nulla di fatto, l’avvertimento è già sul tavolo: «Faremo da soli». Mentre Ventura continua a presidiare la scena pubblica, il tempo scorre. E per il centrodestra il rischio concreto è arrivare all’appuntamento elettorale non solo diviso, ma anche irrimediabilmente in ritardo.

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