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Corsico, il centrodestra scopre le carte: dà l’ok a Zuccherini ma più che il sindaco, contano gli equilibri di potere

A dominare la scena, almeno per ora, sono le dinamiche interne ai partiti della coalizione

comune di corsico

A Corsico la partita delle elezioni comunali 2026 è già entrata nel vivo, ma non sul terreno del confronto con il centrosinistra che ha in Stefano Ventura il candidato naturale. A dominare la scena, almeno per ora, sono le dinamiche interne al centrodestra, emerse con chiarezza in una lettera che ha il sapore di una resa dei conti politica più che di un semplice contributo programmatico. E’ una chicca tutta da leggere.

Il documento, firmato da Lega e Forza Italia, ufficializza il sostegno alla candidatura a sindaco dell’ingegner Gianmarco Zuccherini, ex dirigente del Comune, figura presentata come sintesi unitaria dopo oltre un anno di stallo. Una candidatura accolta con favore, ma non senza condizioni. E qui sta il punto: il via libera arriva accompagnato da una lista di richieste definite “non negoziabili”, che spostano l’asse del discorso dalla visione per la città alla spartizione preventiva degli incarichi.

Il messaggio è chiaro: Zuccherini va bene, ma a patto che il ruolo di vicesindaco venga assegnato a Roberto Mei, con ampie deleghe tecniche, e che la presidenza del Consiglio comunale finisca alla Lega. Non una trattativa post-elettorale, ma una cornice già scritta prima ancora di chiedere il voto ai cittadini. Un’impostazione che racconta molto delle priorità di questa fase: prima gli equilibri interni, poi – eventualmente – il programma.

La lettera rivendica anche un “patto unitario” tra Lega e Forza Italia che «vale ieri, oggi e domani», indipendentemente dall’esito elettorale. Un’affermazione che suona come un avviso agli alleati, in primis a Fratelli d’Italia, chiamato in causa in modo esplicito e tutt’altro che conciliatorio. Il nodo politico vero, infatti, è il PGT. Il voto favorevole espresso dai consiglieri di Fratelli d’Italia al piano urbanistico della maggioranza di centrosinistra viene definito un atto di gravità estrema, quasi una frattura irreparabile. Il tono è perentorio: senza un impegno “inequivocabile e non negoziabile” per una revisione radicale del PGT, Lega e Forza Italia non intendono far parte della coalizione. Non un avvertimento, ma una linea rossa tracciata con decisione.

Il risultato è un quadro politico tutt’altro che rassicurante per un centrodestra che ambisce a tornare competitivo a Corsico. Da un lato si celebra finalmente una candidatura condivisa; dall’altro si certifica una coalizione fragile, condizionata, attraversata da diffidenze profonde. Il ritiro della candidatura a sindaco di Roberto Mei viene presentato come un gesto di responsabilità, ma è accompagnato da una lunga serie di paletti che rischiano di trasformare l’unità in un equilibrio forzato.

In controluce emerge una domanda inevitabile: quanto spazio resta per il progetto di città, per i temi concreti, per il confronto con i cittadini, quando il dibattito pubblico è già dominato da veti incrociati e richieste di posizionamento? La sensazione è che la campagna elettorale, a Corsico, rischi di partire con il freno a mano tirato, più concentrata sulla gestione dei rapporti di forza che sulla costruzione di una proposta politica credibile. Il centrosinistra osserva. E probabilmente ringrazia.

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