Gli istituti del sud-ovest milanese reagiscono alla chiusura forzata e si organizzano con la didattica a distanza, facendo largo uso della rete. I casi del “Falcone-Righi” di Corsico, del “Gobetti” di Trezzano e del “Monte Amiata” di Rozzano
di Antonio Casa
La diffusione del coronavirus sta modificando le abitudini di lavoratori e consumatori. Non solo. Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (dpcm), emanato martedì, prevede che nelle scuole delle regioni in cui l’attività didattica è sospesa, i dirigenti scolastici “possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”. Anche le scuole del sud-ovest milanese si sono o si stanno attrezzando, anche perché non è certa la durata della chiusura precauzionale degli istituti.
Falcone-Righi pronto da anni
Come nel caso del secondario di II grado Falcone-Righi di Corsico, istituto con quattro indirizzi: tecnico economico, tecnico industriale, liceo scientifico delle scienze applicate e liceo scientifico biologia con curvatura biomedica. Qui video-lezioni e compiti via internet sono pratica quotidiana.
Da martedì docenti e alunni in rete
“Per noi la didattica a distanza non è una novità – spiega la dirigente, Maria Vittoria Amantea – disponendo anche di una sezione staccata presso l’ospedale San Paolo di Milano utile agli alunni che per motivi di salute non possono frequentare fisicamente la scuola. Questa esperienza, portata avanti da anni, ci consente oggi di potere attivare tutte le procedure allargate al grande numero di alunni iscritti al “Falcone-Righi”. Grazie all’intervento dell’animatore digitale, il professore Giulio Picciolini, martedì tutti i docenti hanno raggiunto i rispettivi alunni attraverso il registro elettronico e le altre risorse digitali che consentono ai ragazzi di rimanere “in allenamento” in questo momento assolutamente inedito. Tra l’altro, l’emergenza coronavirus per noi è capitata in un momento particolare, quello delle verifiche di recupero del I quadrimestre”.
“Gobetti”: in uso tutta la tecnologia possibile
Anche per il docente Massimo Camocardi, animatore digitale e insegnante della 4 E dell’Istituto “Gobetti” di Trezzano sul Naviglio, le lezioni possono continuare. Come ha spiegato all’Agi, “da venerdì, quando l’istituto è stato chiuso per l’emergenza”, ha deciso di “preparare le lezioni e far trovare ai suoi bimbi i compiti e le pagine da imparare in posta elettronica e sulla piattaforma e-learning”. Loro così “si alzano, fanno colazione, e sono impegnati fin da subito”.
Una seconda tranche di consegne arriva poi nel pomeriggio. Servono un personal computer per ogni alunno e una buona connessione internet. In questi giorni di assenza dalle aule, sia nelle sezioni di Scuola Primaria che nella Secondaria di I grado si usano Whatsapp, registro elettronico e la piattaforma Gsuite learning, uno strumento che Google ha messo a disposizione gratuitamente per le scuole per condividere materiali, assegnare compiti, registrare video lezioni o assistere alla spiegazione dal vivo dell’insegnante.
School working per il “Monte Amiata”
Il Comprensivo “Monte Amiata” di Rozzano, che di recente ha inaugurato un ampio laboratorio digitale, assegna con “School working”, compiti e materiale didattico per il periodo d’emergenza coronavirus, anche attraverso video. Digitando il link della scuola, www.icsmonteamiata.edu.it, si trova il messaggio della dirigente Monica Barbara Mansi in cui sono predisposti tutti i materiali divisi per ordine di scuola, classe e disciplina “che i docenti riterranno opportuno inviarmi. Aggiornerò il sito puntualmente per la gioia dei miei studenti – conclude con un emoticon sorridente -. Ce la faremo e saremo di nuovo tutti a scuola!” Analoghe iniziative sono state intraprese dalla Scuola Primaria di via delle Orchidee, sempre a Rozzano.
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L’anno scorso la Preside del Falcone Righi di Corsico ha quasi abolito l’uso dei cellulari nelle classi. Io posso testimoniare sulla classe di mia figlia che fortunatamente si è tolta da quell’istituto.
Anche all’Ics di Viale Liguria di Rozzano i ragazzi hanno ricevuto indicazioni di lavoro. Si sfruttano le piattaforme classroom e weschool che sono in uso da tempo nell’istituto per condividere video, presentazioni e documenti su cui lavorare. Una task force di insegnanti è da giorni al lavoro e sta perfezionando sistemi per mettere in atto videoconferenze tra docenti ed alunni attraverso la piattaforma Cisco webex meetings. Alcuni studenti si sono già collegati coi loro insegnanti con ottimi risultati.