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Continua lo scontro Saccinto-Casarini: lettera aperta ai corsichesi sul presidente del Consiglio comunale e dintorni

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Nella foto, una seduta del Consiglio comunale di Corsico

È quasi un “De bello gallico” (potremmo chiamarlo “De bello Corsichese”) il testo di una lettera aperta scritta da Antonio Saccinto, esponente di Fratelli d’Italia ai suoi concittadini. Come Giulio Cesare, (ci si scusi per il paragone blasfemo), Saccinto descrive minuziosamente la campagna del centrodestra locale per porre all’attenzione di chi governa la città i problemi che l’affliggono “inserendo nella narrazione – così come sottolineato dai critici di Cesare – molte curiosità sugli usi e sui costumi delle tribù barbariche con cui veniva a contatto, oltre a tentare, nello stesso tempo, di difendere il proprio operato”. Il suo obiettivo? La gestione del Consiglio comunale da parte del suo presidente Giandomenico Casarini (il Bruto di questa storia).

Ecco il testo della lettera di Saccinto:

Leggiamo sulla pagina Facebook del Comune di Corsico il comunicato del Presidente del Consiglio Comunale in risposta alla nostra nota con la quale informavamo circa le ragioni della nostra assenza alla seduta di Consiglio del 23 luglio. Apprendiamo dalla pagina Facebook, già, perché Casarini, che ci accusa di mancato rispetto istituzionale, non si è degnato di rispondere a nessuna delle nostre osservazioni inviate in data 15 luglio. In ugual modo rimarchiamo che più volte abbiamo dovuto ricordare che le critiche da noi esposte in merito ai problemi che investono la Città, erano il frutto del dialogo con i cittadini che ci hanno eletti, ma, a quanto pare, ci si ricorda di questo particolare solo oggi, solo per rivolgere un attacco a chi ha più volte chiesto e preteso che si rispettasse il proprio ruolo di rappresentanti della cittadinanza.

“Meglio tardi che mai”, si potrebbe pensare, ma siamo sicuri che la chiusura del comunicato di Casarini sia strumentale, questa sì, davvero, e che alla prima occasione si tornerà a sentire la solita manfrina: ciò che portiamo all’attenzione dall’Amministrazione (i problemi legati al degrado e alla sicurezza, per esempio) è solo frutto di nostre farneticazioni. Torniamo al tema principale: la convocazione da remoto della seduta. Il decreto di nomina del segretario comunale di Rozzano, porta la data del 21 luglio. Il Consiglio comunale di Corsico approva la convenzione in data 23 luglio, dopo essere stato convocato in data 16 luglio: cioè, il 16 luglio si convoca un consiglio per approvare una convenzione di Segreteria con un Comune che non ha ancora nominato il Segretario; è evidente che qualcuno ha la capacità di prevedere il futuro.

Bene: diciamo che comprendiamo l’urgenza, ma questo dimostra l’incapacità di trovare un segretario comunale che possa prestare servizio presso il nostro Comune, magari anche per un tempo superiore ad un giorno alla settimana: il nostro non è un Comune facile e sarebbe necessario un segretario più presente invece stipuliamo una convenzione con il Comune di Rozzano per ottenere la presenza al 30% della Segretaria comunale. La segretaria precedente, la dr.ssa Colacicco, ha cessato il servizio a settembre 2024. L’attuale segretaria è stata nominata a febbraio 2025 dal Prefetto. Ora siamo a fine luglio 2025. Perché, in tutti questi mesi, chi governa la Città non è stato in grado di trovare un segretario?

Mah. Noi una risposta l’avremmo pure, ma andiamo oltre. Il Regolamento a cui si appella il Presidente del Consiglio comunale, prevede che “Qualora intervengano circostanze straordinarie, il Presidente del Consiglio Comunale, d’intesa con l’Ufficio di Presidenza e sentito il Segretario Generale, previa comunicazione alla Conferenza dei Capigruppo, se possibile, e qualora, data la ristrettezza dei termini dettati dall’urgenza, informato almeno preventivamente il Sindaco nella qualità di Legale Rappresentante dell’Ente, può decidere la convocazione del Consiglio Comunale in collegamento da remoto.”

Non sembra essere una circostanza straordinaria, l’inagibilità della sala, quando ce ne sono molte altre a disposizione, magari nei quartieri periferici, quelli di cui non ci si ricorda mai. Un’altra sede si sarebbe potuta facilmente individuare. Si convoca la seduta da remoto per evitare problemi di registrazione e di collegamento: ok, ok. Corre l’obbligo di ricordare che, in situazioni di reale emergenza, durante assemblee in presenza, si è fatto ricorso alla registrazione tramite cellulare e al collegamento tramite diretta Facebook. Del resto la seduta avrebbe avuto una durata temporale limitata: un’ora? Sì, un’ora al massimo.

Si convoca la seduta da remoto per evitare costi all’amministrazione: visto che, comunque, si erogano i gettoni di presenza ai consiglieri presenti (anche a quelli in vacanza), tanto valeva mettere all’ordine del giorno altri argomenti, come, ad esempio, la mozione depositata il 29 giugno dal centro-destra, avente come oggetto gli annosi problemi della Polizia Locale. Ma no: perché sprecare tempo per un tema così? Non è né importante né urgente discutere di sicurezza. Comunque, caro presidente Casarini, il rispetto che si pretende, si deve anche dare. Glielo abbiamo ricordato più volte, ma lei pare non riconoscere questo elemento fondamentale. Sarebbe stato sufficiente dialogare con una sua vicepresidente e con i consiglieri di opposizione, anziché “fregarsene” delle nostre obiezioni.

Il Rubicone (prossime elezioni) si avvicina

 

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