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Cimitero di Corsico, i ladri tornano per la terza volta: nuova razzia di rame e metalli, svuotate altre cappelle gentilizie

In appena due settimane i malviventi hanno colpito tre volte il camposanto cittadino. I parenti dei defunti denunciano nuovi furti di lamiere e coperture in rame dalle cappelle gentilizie. Cresce l'indignazione: «Sono tornati per finire il lavoro».

cimitero di corsico preso d'assalto dai ladri di rame e metalli
Nella foto, l’ingresso del cimitero di Corsico, per la terza volta in poche settimane, nel mirino dei ladri di rame e metalli

Non si ferma l’assalto dei ladri al cimitero di Corsico. Per la terza volta nel giro di poche settimane, ignoti sono entrati nel camposanto cittadino per rubare rame e metalli dalle cappelle gentilizie, lasciando dietro di sé una scia di danni e indignazione tra i familiari dei defunti. La nuova incursione sarebbe avvenuta nella notte tra sabato e domenica. A segnalare quanto accaduto è stato ancora una volta un cittadino che, recandosi al cimitero, ha scoperto l’ennesimo furto. «Questa notte, per la terza volta in due settimane, sono tornati i ladri di rame al cimitero di Corsico per finire il lavoro. Hanno razziato ancora quintali di lamiere di rame delle coperture delle cappelle gentilizie», racconta amareggiato.

Una frase che restituisce tutta la frustrazione di chi, dopo i primi due episodi denunciati nei giorni scorsi, sperava che il fenomeno fosse stato fermato. Invece i malviventi sono tornati, completando probabilmente l’opera iniziata durante i precedenti raid. L’8 giugno era emersa la scoperta di nuove tombe vandalizzate dopo un primo furto avvenuto pochi giorni prima. Già il 6 giugno alcuni cittadini avevano denunciato il saccheggio di cappelle funerarie e la sparizione di elementi in rame e metallo. Una situazione che aveva fatto esplodere le polemiche per l’assenza di comunicazioni ufficiali immediate da parte dell’amministrazione comunale e che aveva portato la cooperativa incaricata della gestione del servizio cimiteriale a invitare i parenti dei defunti a verificare eventuali danni e a presentare denuncia.

Adesso il bilancio rischia di aggravarsi ulteriormente. Secondo le prime segnalazioni, i ladri avrebbero preso di mira ancora una volta le coperture delle cappelle, asportando grandi quantitativi di rame, materiale particolarmente ricercato sul mercato illegale per il suo valore economico. Oltre al danno materiale, resta quello morale. Per molte famiglie non si tratta soltanto di un furto, ma di una ferita che colpisce luoghi della memoria e degli affetti. Ogni nuova incursione alimenta il senso di impotenza e la richiesta di maggiori controlli all’interno del cimitero.

Ora spetterà alle forze dell’ordine raccogliere le denunce e verificare se vi siano collegamenti tra i tre episodi avvenuti nelle ultime settimane. Tra i cittadini cresce però una domanda sempre più insistente: come è possibile che i responsabili siano riusciti a colpire per tre volte consecutive senza essere fermati? Nel frattempo, tra i vialetti del camposanto, prevalgono rabbia e amarezza. Per molti corsichesi il problema non è più soltanto il furto di rame, ma la sensazione che un luogo destinato al raccoglimento e al rispetto dei defunti sia diventato il bersaglio ripetuto di una vera e propria razzia.

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