
Approvata un’ordinanza che impone limitazioni alla temperatura dentro le abitazioni, le fabbriche e gli uffici, pubblici e privati
L’ordinanza è stata approvata e fa già discutere. Che cosa “ordina”? Di abbassare le temperature dentro le abitazioni, gli uffici, le fabbriche, per ogni dove entro i confini di Cesano Boscone. Il titolo è: “Misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria e il contrasto dell’inquinamento locale” e rimarrà in vigore sino al prossimo 15 aprile.
Per due mesi e mezzo
Il documento punta l’indice contro il particolato PM10 e il biossido di azoto. Per ottenere un qualche risultato l’Amministrazione comunale ha deciso quindi di limitare la temperatura negli ambienti riscaldati di ogni unità immobiliare abbassando di uno/due gradi il calore rispetto ai valori previsti per legge, non per un solo giorno ma per i prossimi due mesi e mezzo.
17 e 18
L’ordinanza impone quindi che i gradi delle temperature dovranno essere ridotti, negli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali, a 17 (+ 2 di tolleranza) mentre nelle abitazioni e in tutti gli altri in tutti gli altri edifici non potranno superare quota 18 (+ 2 di tolleranza).
No ospedali e case di cura
I destinatari sono abitazioni, uffici, scuole e attività industriali, artigianali, commerciali eccetto ospedali, cliniche o case di cura, scuole materne e asili nido. Anche stufe e caminetti alimentati a combustibili liquidi o solidi potranno rimanere accesi non più di 12 ore al giorno.
No fuochi all’aperto, no biomasse legnose
Una particolare attenzione è riservata alle attività commerciali aperte al pubblico che dovranno mantenere chiusi i battenti degli accessi (l’apertura dovrebbe rimanere manuale o automatica). Ed è “proibitissimo” accendere fuochi all’aperto anche in ambito agricolo e di cantiere, l’utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa in presenza di un impianto di riscaldamento alternativo, l’utilizzo di generatori inferiori a 3 stelle e l’installazione di quelli inferiori a 4 stelle in base alla classificazione ambientale introdotta con decreto 186/2017.
Impianti sotto accusa
“È scientificamente provato – ha commentato il Sindaco Simone Negri in una nota stampa – che la gran parte del PM10 (e del più pericoloso PM2.5) è generata dagli impianti di riscaldamento. Vista la pessima qualità dell’aria degli ultimi mesi, abbiamo il dovere di intervenire anche su questo aspetto. Le temperature dei nostri edifici, pubblici e privati, sono troppo elevate: bisogna essere coscienti che ogni grado in più di riscaldamento determina un aumento dell’8-10% dei consumi e del conseguente inquinamento”.
Le multe
Nei prossimi giorni, il Comune, spedirà copia dell’ordinanza agli amministratori di condominio, ai gestori di impianti termici, alle medie e grandi superfici di vendita. La decisione adottata prevede anche dei controlli. In caso di temperature più alte rispetto a quelle indicate, pioveranno multe comprese tra i 25 e i 500 euro.
No all’emergenza
“L’ordinanza – ha concluso il primo cittadino – avrà effetto fino allo spegnimento degli impianti. Le restrizioni non verranno attivate in funzione degli sforamenti dei livelli di PM10 o di altri inquinanti, ma saranno sempre valide. Questo perché sappiamo che il problema è ricorrente e non ha senso intervenire con misure emergenziali che creano solo continui disagi”.
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Qua si gela…bene ma non benissimo