
Preoccupa soprattutto la situazione alla Sacra Famiglia in cui, in 24 ore, sono stati scoperti una ventina di anziani e addetti positivi al Covid-19
C’è un numero che allarma e non poco chi si occupa della lotta al Coronavirus: i contagi registrati sino a ieri a Cesano Boscone che sono saliti a quota 86. Sono gli stessi di Rozzano che ha quasi il doppio della popolazione. In due giorni sono aumentati di trenta unità, una specie di esplosione in un territorio così limitato, che ha già subito 8 morti in due settimane.
I tamponi
Preoccupa soprattutto la situazione alla Sacra Famiglia in cui, in pochi giorni, sono stati scoperti una ventina di anziani e addetti positivi al Covid-19. Si tratta di un numero destinato a salire non appena saranno noti i risultati dei tamponi cui la direzione sanitaria ha deciso di sottoporre tutti: pazienti e personale sanitario. La situazione, al momento sembra essere sotto controllo perché secondo le ultime notizie tutti i positivi sarebbero confinati nel reparto chiamato Santa Teresina e non ci sarebbero casi gravi.
Il punto
“I numeri, però stanno esplodendo anche dentro i confini comunali – ha sottolineato a pocketnews.it il sindaco Simone Negri -. Una situazione che allarma non poco. I dati sono sotto gli occhi di tutti. Siamo a livello di Corsico, e potrebbero variare solo se si controllassero meglio le reali residenze dei contagiati. Potrebbero diminuire di qualche unità, ma non è questo il punto”.
Gli asintomatici
“Per capire meglio e ipotizzare i motivi che hanno determinato questo aumento, ho parlato con i contagiati che sono in quarantena domiciliare: tra di loro si conoscono poco, ci sono stati pochissimi contatti. Come si è diffuso allora il virus? Secondo un medico che opera al Quartiere Giardino (uno dei più colpiti n.d.r.), grazie agli asintomatici, ai molti giovani positivi, a coloro che lo hanno importato dai luoghi di lavoro e che hanno contagiato i propri nuclei familiari”.
10mila pendolari
“A Cesano – ha spiegato il sindaco – c’erano almeno 10mila pendolari residenti che utilizzavano i mezzi pubblici per andare a lavorare fuori città perché il nostro territorio non offre molte opportunità occupazionali dentro i suoi confini. Adesso la maggior parte è chiusa in casa, ma sino a quando le attività erano funzionanti si recava a Milano e in quasi tutti i comuni dell’hinterland. È probabile, quindi che molti contagi siano stati importati proprio da chi sino a quindici giorni fa ha continuato a circolare”.
Seguici sulla nostra pagina Facebook














Continuo ininterrottamente
Bisogna stare a casa.Vedo tante macchine circolare.
Persone a piedi .consiglio di aumentare posti di blocco.
Invece di continuare a fare multe per la pulizia della strada impegnate il personale predisposto a questo servizio in altre mansioni come il controllo del rispetto delle direttive comunali grazie