giovedì - 5 Agosto 2021
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Cercò incastrare la collega: l’ex (ormai) comandante di Trezzano non risponde ai giudici

Nell’inchiesta sul capo della Polizia Locale, rimane in silenzio anche il presunto complice, l’albanese Mariglen Memushim

Polizia-locale-Trezzano-arresto-salvatore-furciHa scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, davanti al gip di Milano Anna Magelli, Salvatore Furci, il capo della Polizia locale di Trezzano sul Naviglio, finito in carcere tre giorni fa con l’accusa di aver piazzato, il 3 gennaio 2020, con un complice albanese, cinque dosi di cocaina nella macchina di Lia Vismara, il comandante della polizia locale di Corbetta per vendicarsi di essere stato licenziato.

victoryfashion-webStessa scelta di rimanere in silenzio, nell’interrogatorio di garanzia, da parte di Mariglen Memushim, colui che, secondo gli inquirenti, mise la droga nell’auto della donna e che aveva fatto la soffiata ai carabinieri per accusarla ingiustamente di spaccio di sostanze stupefacenti.

Furci e il complice sono stati arrestati con l’accusa di calunnia aggravata e detenzione di stupefacenti. Il neo comandante della Polizia locale di Trezzano (era stato nominato da poco più di un mese), come emerso dagli atti dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Gianluca Prisco e dall’aggiunto della Direzione distrettuale Antimafia Alessandra Dolci, aveva inviato nel dicembre 2019 via WhatsApp un messaggio su una chat creata da lui stesso all’indomani del suo allontanamento da Corbetta”, nella quale si parlava di un primo tentativo, che risalirebbe al 17 dicembre sempre di due anni fa.

Quel tentativo sarebbe fallito per cause ancora sconosciute. A segno invece il secondo. Pur di ‘incastrare’ il comandante di Corbetta, verso cui “nutriva da tempo un evidente malanimo” il suo complice albanese, avrebbe nascosto cinque dosi di cocaina nella macchina di Lia Vismara e poi l’avrebbe denunciata con una telefonata anonima al 112.

“Non tirare la corda …. c’è un detto che dice ‘morte mia morte tua…. non farmi fare il kamikaze…” scriveva Furci nelle sue chat. Il kamikaze è stato abbattuto dalla contraerea (l’inchiesta) della polizia e della magistratura.

 

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