
Il clima politico si fa incandescente a Buccinasco, dove l’ultimo Consiglio comunale prima della pausa estiva si è trasformato in un’arena di scontri verbali e reciproche accuse. Al centro della polemica, la ristrutturazione dell’asilo nido comunale La Perla, che resterà chiuso almeno fino a dicembre lasciando senza collocazione una trentina di bambini tra 0 e 3 anni. Una situazione che sta generando crescente malumore tra le famiglie e che ha acceso una vera e propria bufera politica. Da un lato Manuel Imberti, dall’altro Simone Mercuri presidente del Consiglio Comunale. Poi la !querelle” si è allargata ad altri protagonisti.
A denunciare pubblicamente l’assenza di soluzioni alternative da parte dell’amministrazione comunale alla chiusura del nido è stato, come noto, il capogruppo della Lega Manuel Imberti, che ha provato a intervenire sul tema durante l’ultimo Consiglio comunale. Ma il presidente dello stesso Consiglio, Simone Mercuri, gli ha tolto la parola e spento il microfono, sostenendo che la questione non era all’ordine del giorno. La reazione di Imberti è stata durissima: ha accusato la maggioranza e il presidente di “atteggiamenti fascisti” e ha lasciato l’aula.
La risposta del centrosinistra non si è fatta attendere. In un lungo post pubblicato sui social, la lista civica Noi di Buccinasco ha attaccato frontalmente Imberti, definendolo “non all’altezza del proprio ruolo istituzionale” e chiedendone le dimissioni. “Concetto – si legge nel post – che ribadiremo anche nel prossimo Consiglio comunale”. Ma la tensione non si è fermata lì. Imberti ha rilanciato con nuove accuse, questa volta rivolte al consigliere di maggioranza Brocca, che avrebbe partecipato – secondo l’esponente leghista – a una votazione sull’assegnazione di 25mila euro alla scuola presso cui lavora, configurando un possibile conflitto d’interessi.
Imberti ha incassato la solidarietà di diversi cittadini sui social e ha risposto con un’altra dura dichiarazione: “Mercuri dice di applicare le regole, ma dov’era quando sono stato attaccato sul piano personale, con allusioni alla mia vita privata e ai miei titoli di studio? Allora non ha tolto la parola a nessuno, preferiva ridere”. Il capogruppo della Lega ha quindi respinto ogni ipotesi di dimissioni: “Aspetto pubbliche scuse, altro che mie dimissioni. Ribadisco: questa è un’amministrazione fascista, che non garantisce la libertà di espressione e non rispetta le regole”. Intanto, fuori dall’aula consiliare, cresce l’insofferenza di molte famiglie in attesa di risposte concrete sulla questione del nido La Perla, vero nodo irrisolto di tutta questa vicenda.














