
Dopo un periodo di apparente flessione, tornano a crescere le minacce e le intimidazioni contro sindaci, assessori e funzionari locali. A lanciare l’allarme è Avviso Pubblico, associazione nazionale contro mafie e corruzione, che ha presentato martedì 8 luglio a Roma il 15° Rapporto “Amministratori sotto tiro”. Il dato più drammatico è questo: un’intimidazione al giorno, ogni giorno, per quindici anni. Dal 2010 a oggi sono stati censiti 5.716 atti intimidatori, in media 381 all’anno, 32 al mese. Soltanto nel 2024 sono stati registrati 328 episodi, con un aumento del 4% rispetto al 2023.
Sindaci nel mirino, soprattutto al Sud e nei piccoli centri
Nel 61% dei casi i bersagli sono i sindaci, seguiti da assessori, consiglieri, funzionari e anche candidati. Gli episodi avvengono per lo più nel Sud Italia, ma anche alcune regioni del Nord, come il Veneto, registrano numeri rilevanti. In Lombardia le cose vanno un po’ meglio, ma i casi non mancano, soprattutto in provincoa di Milano, viste le infiltrazioni criminali nel tessuto socio economico del territorio. Le intimidazioni si concentrano soprattutto nei piccoli comuni sotto i 20mila abitanti, dove gli amministratori vivono a stretto contatto con i residenti e ogni minaccia rischia di colpire l’intera comunità.
Un malessere profondo
«Questi episodi sono sentinelle di un malessere latente che serpeggia nel tessuto sociale», ha dichiarato Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente Anci. Una lettura condivisa anche da Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico: «Le intimidazioni nascono da una combinazione di fattori: infiltrazioni criminali, sfiducia crescente nelle istituzioni, carenza di risorse economiche e professionali nei comuni, e difficoltà a garantire diritti e servizi nel rispetto della legalità».
Le misure di sostegno
Per proteggere gli amministratori minacciati è stato istituito nel 2021 un fondo di indennizzo, confermato nel 2024 con uno stanziamento portato da 5 a 6 milioni di euro. Una risposta concreta, ma ancora parziale, considerando che nell’85,6% dei casi gli autori delle minacce restano ignoti. Nel Sud ovest milanese, il Comune di Buccinasco (dove la presenza di clan della ‘ndrangheta è da tempo certificato), come molti altri enti locali, aderisce da anni ad Avviso Pubblico e sostiene il lavoro di monitoraggio, denuncia e prevenzione del fenomeno. Un fenomeno che, come ricorda il rapporto, non si misura solo con i numeri, ma con le storie, i volti e le difficoltà quotidiane di chi decide di amministrare queste realtà.