
Si affievoliscono con il passare delle ore le speranze di ritrovare in vita il 56enne di Rozzano travolto domenica pomeriggio da una valanga in alta quota, sopra Madesimo. L’uomo faceva parte di una comitiva di quattro amici – tutti residenti tra Milano e provincia – che stavano effettuando un’escursione in motoslitta nei pressi del Lago Nero, a circa 2.300 metri di altitudine.
L’allarme è scattato attorno alle 17.30. In pochi minuti si è attivata un’imponente macchina dei soccorsi: due elicotteri decollati da Sondrio e Brescia, tecnici del Soccorso alpino civile e militare, vigili del fuoco con specialisti Saf “neve”, carabinieri, unità cinofile e il Sagf della Guardia di finanza. Le squadre hanno lavorato fino a sera inoltrata anche con fotoelettriche e droni dotati di termocamere. Tre dei quattro escursionisti sono stati estratti vivi già nel tardo pomeriggio di domenica. Per loro un enorme choc ma, fortunatamente, nessuna grave conseguenza fisica. Il quarto, il 56enne rozzanese, è stato invece investito in pieno dalla massa nevosa e da allora risulta disperso.
Le ricerche, riprese all’alba di ieri, hanno dovuto fare i conti con condizioni proibitive: nella notte e nelle prime ore del mattino sono caduti circa venti centimetri di neve fresca, con visibilità quasi nulla e un elevato rischio di nuovi distacchi. Proprio per motivi di sicurezza, le operazioni sono state sospese a metà mattina e i mezzi aerei sono rimasti a terra. Anche i droni, pronti per il monitoraggio dall’alto, non hanno potuto decollare. Si sta valutando la possibilità di inviare squadre specializzate a piedi con un sistema Imsi catcher per tentare di intercettare un eventuale segnale del telefono cellulare dell’uomo. Ma il dispositivo dovrebbe essere acceso per poter essere localizzato, e finora ogni tentativo di aggancio si è rivelato vano.
L’area del distacco, sopra l’abitato di Madesimo in alta Valchiavenna, poco distante dal confine svizzero, è considerata particolarmente impervia e domenica presentava un rischio slavine elevato. Quasi una trentina i soccorritori impegnati nelle operazioni, che proseguiranno non appena le condizioni meteo lo consentiranno. Intanto, tra i familiari e gli amici del 56enne cresce l’angoscia per un’attesa che si fa sempre più drammatica, mentre la montagna continua a essere sorvegliata speciale sotto una nuova coltre di neve.













