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Agguato a colpi di fucile nei campi di Buccinasco: la vittima è un 48enne residente a Rozzano

L'uomo è stato ferito gravemente da due colpi di fucile sparati a bruciapelo

carabinieri

E’ un uomo di 48 anni, di origini marocchine ma residente a Rozzano, la vittima dell’agguato avvenuto ieri nel primo pomeriggio nelle campagne di Gudo Gambaredo. Si tratta dell’ennesimo pomeriggio di sangue che avviene nella zona. L’uomo è stato ferito gravemente da due colpi di fucile sparati a bruciapelo. Un agguato violento, in pieno giorno, avvenuto in un tratto di strada secondaria che attraversa la zona agricola del Parco Sud, tra Gudo Gambaredo e i campi di Zibido. Un luogo isolato, stretto tra curve e campi di mais, perfetto per colpire senza lasciare tracce.

La vittima, raggiunta al volto e al petto da una rosa di pallini da caccia, è stata soccorsa in condizioni critiche dal personale del 118, intervenuto con un’ambulanza e un elicottero, atterrato in un campo vicino. L’uomo, nonostante le gravi ferite, era ancora cosciente al momento dell’arrivo dei soccorritori e avrebbe fornito le proprie generalità prima di essere trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano, dove è stato intubato e sedato. La prognosi resta riservata.

Un’esecuzione pianificata

Secondo la prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Corsico e dal Comando Provinciale di Milano, la dinamica lascia pochi dubbi: si è trattato di un vero e proprio agguato, studiato nei dettagli. L’uomo si trovava da solo nella zona al momento della sparatoria. Colpito una prima volta al volto, sarebbe riuscito a fuggire per alcuni metri, prima di essere raggiunto da un secondo colpo alla schiena, che lo ha fatto crollare sull’asfalto, a pochi passi da un boschetto che costeggia la strada sterrata. Una macchia di sangue ritrovataa terra racconta  il dramma consumatosi in pochi istanti. Nessun testimone diretto. Nessuna telecamera. L’area è isolata e priva di abitazioni, rendendo le indagini più complesse.

Indagini ad ampio raggio

Gli investigatori stanno ora cercando telecamere secondarie che possano aver ripreso l’arrivo o la fuga dell’aggressore – o degli aggressori – lungo le arterie che conducono all’area dell’agguato. Si indaga anche su eventuali mezzi sospetti in transito, auto o scooter, che possano aver lasciato la zona subito dopo gli spari. Tutti gli accessi alle strade rurali nei dintorni sono stati mappati e le immagini disponibili vengono ora passate al vaglio.

L’inchiesta ruota attorno a un’ipotesi che gli inquirenti considerano “molto concreta”: una vendetta legata al traffico di droga. Le campagne di Gudo Gambaredo, come altre zone del Parco Sud, sono tristemente note per essere parte dei cosiddetti “boschi della droga”, utilizzati per nascondere merce, piazzare dosi o effettuare scambi lontano da occhi indiscreti. Proprio qui, in passato, sono già avvenuti arresti di pusher, sequestri e interventi delle forze dell’ordine.

La vittima abita a Rozzano

Un elemento chiave dell’indagine è il profilo della vittima, che vive a Rozzano. Nonostante risulti regolarmente residente in Italia, non abbia precedenti penali, secondo fonti investigative sarebbe riconducibile a contesti criminali legati allo spaccio di stupefacenti. Rozzano, teatro negli ultimi anni di numerosi episodi di microcriminalità e contese tra gruppi rivali per il controllo del mercato della droga, potrebbe essere il punto di partenza di un regolamento di conti sfociato nella violenza di Buccinasco. Gli inquirenti non escludono che l’uomo sia stato attirato con un pretesto in quella zona isolata, per poi essere colpito a sangue freddo. Resta ancora da chiarire se sia arrivato a piedi, in auto o accompagnato da qualcuno. Alcune fonti ipotizzano che possa essere stato scaricato da un veicolo poco prima dell’aggressione, ma su questo punto non ci sono conferme ufficiali.

Silenzi difficili da rompere

L’agguato ha suscitato forte preoccupazione tra i cittadini di Buccinasco, Rozzano e dei comuni confinanti: Zibido, Trezzano e Corsico. La violenza dell’attacco, unita al fatto che sia avvenuto in pieno giorno e in una zona frequentata anche da famiglie, ha riacceso i riflettori sul degrado nascosto del Parco Sud, da qualche tempo sempre più spesso teatro di episodi criminali. Le autorità locali mantengono il massimo riserbo, ma è chiaro che la pressione investigativa sarà alta nelle prossime settimane. I Carabinieri stanno ascoltando testimoni indiretti, agricoltori e residenti della zona, per cercare anche i più piccoli indizi: rumori, veicoli, persone sospette, tutto può diventare fondamentale.

L’urgenza della sicurezza

Questo ennesimo episodio di violenza mette in luce una realtà fatta di zone grigie e spazi apparentemente marginali, ma in realtà contesi da economie criminali. Le indagini proseguono senza sosta. Gli inquirenti sperano che, appena possibile, la vittima – tuttora ricoverata in prognosi riservata – possa fornire una versione dei fatti utile a identificare chi ha premuto il grilletto. Ma, se davvero si tratta di un regolamento di conti, le speranze sono poche. Nel frattempo, tra Rozzano e Buccinasco, cresce l’allarme sicurezza. C’è chi teme l’inizio di una nuova escalation.

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