
Com’era prevedibile, la notizia che Buccinasco, a causa dell’invasione del tarlo asiatico, sarà costretta ad abbattere centinaia di alberi del bosco di via Morandi, ha provocato un profondo sconcerto tra i residenti, società civile e mondo politico locale. In comune parlano apertamente di “catastrofe a cui si potrà rimediare solo programmando nuove piantumazioni di specie non a rischio di infestazione”.
Non tutti, naturalmente, sono d’accordo con questa visione apocalittica e, anzi, man mano che passano le ore dall’annuncio del provvedimento dell’Ersaf, l’ente regionale che sovrintende alla gestione del patrimonio forestale, aumentano gli interrogativi sul’intera vicenda, sui suoi tempi e sulle sue modalità.
Portavoce di coloro che sentono puzza di bruciato è Caterina Romanello. “A luglio – giura – ho incontrato in via Indipendenza due tecnici dell’Ersaf con i palmari in mano che interrogati sulla loro presenza a Buccinasco hanno risposto che stavano facendo il controllo del tarlo asiatico e finito il giro non avevano trovato nessuna infestazione”
È probabile che non fossero ancora passati da via Morandi. “Anche se fosse – ribatte la Romaello – come è possibile che un’amministrazione comunale e il sindaco facciano un comunicato ai residenti due giorni prima dell’evento in cui annunciano che tutto il bosco di un quartiere, o quasi, verrà abbattuto per un totale di migliaia di piante, su 19 ettari di terreno?”
Recita il comunicato del comune: “In quest’area da lunedì 10 ottobre dovranno essere abbattuti aceri campestri, ontani, carpini bianchi, noccioli, biancospini, meli selvatici, salici bianchi e olmi campestri. Si tratta purtroppo di centinaia di piante in un’area di grande pregio del territorio comunale”.
Alcuni residenti che vivono in zona puntualizzano: “Si annuncia la devastazione totale di tutto un quartiere senza tener conto delle conseguenze che si avranno in un momento di gravissima crisi idrica, alla fine di un’estate torrida e con velocissimi cambiamenti climatici che stanno mettendo a repentaglio la salute delle popolazioni”
“Il tutto – riprende Caterina Romanello – solo due giorni prima dell’inizio degli abbattimenti, senza aver convocato una riunione o incontro con i residenti cui spiegare come funziona la legge regionale sul tarlo asiatico e quale e quante zone sono interessate dagli abbattimenti. L’amministrazione ha pubblicato sul sito ufficiale del comune uno stringato comunicato in cui semplicemente informa che due giorni dopo verrà raso al suolo tutto il patrimonio boschivo del quartiere”
Ieri, a poche ore dalla pubblicazione del comunicato moltissimi residenti si aggiravano in via Morandi chiedendosi quali zone effettivamente saranno oggetto degli abbattimenti. Non ce n’era alcuno che avesse un’informazione certa. Qualcuno aveva provato a telefonare in comune ma essendo venerdì pomeriggio, gli uffici erano chiusi. Nessuno ha avuto la possibilità di raccogliere ulteriori informazioni su quanto accadrà lunedì.
“Quando la Regione avrebbe inviato la relazione con l’ordinanza?- si chiede Caterina Romanello – Perché il sindaco non ha indetto un’assemblea cittadina per mettere al corrente i residenti che bellissimi alberi che caratterizzano tutta la zona dietro via Indipendenza e via Morandi saranno abbattuti?”
Le sue domande non finiscono qui. “Quando il sindaco parla di migliaia e migliaia di alberi che tutti gli anni verranno ripiantati non si capisce dove e come. Mi chiedo se si rende conto del risultato delle piantumazioni fatte sin ora: una serie di alberelli che giacciono inermi e morti di sete in tutta Buccinasco”.
Alcuni membri del’opposizione consiliare hanno ha già richiesto l’ordinanza e la relazione dei tecnici dell’Ersaf. Il problema è che i tagli cominciano lunedì e non c’è tempo per visionare i documenti e decidere il da farsi. Quindi non sarà possibile evitare un disastro ambientale annunciato, o quantomeno capire se la minaccia è reale.
“Cosa ancora più spiacevole di una legge regionale che trovo non avere senso – prosegue la Romanello – è che il boschetto di via Morandi non confina con altre zone boschive perché è delimitato esclusivamente da campi agricoli e da zone residenziali quindi mi chiedo se dovesse esserci veramente questa infestazione del tarlo asiatico quali danni potrebbe effettivamente causare”.
“Mi chiedo anche – conclude – se il tarlo asiatico può essere più pericoloso di un danno ambientale che costringerà i residenti della zona a fare i conti con un quartiere destinato a vivere per anni senza piante, senza ombra, con temperature torride 6 mesi l’anno in cui non poter passeggiare con i cani con i bambini e dove molte persone anziane trovano riparo. E se veramente devono abbattere centinaia di alberi, come mai di piante segnate in tutta la zona ce ne saranno una decina? Come faranno gli operatori a sapere quali piante abbattere? Si comporteranno come via Salieri?













