Nel supermercato di via Colombo non c’è più niente da vendere. Trentanove dipendenti in bilico e le voci del passaggio a un gruppo concorrente
di Antonio Casa
All’ingresso un anziano spilungone prende per mano la moglie e la trascina davanti a un grande scaffale: “Dai, dai, cerchiamo qualcosa che ci possa servire!” Dopo cinque minuti, l’uomo si rivolge al banco informazioni: “Mi custodite questi due barattoli di vernice?”. Un’addetta lo rassicura con un sorriso: “Non si preoccupi, ci pensiamo noi.” Il cliente torna a caccia di affari.

Scaffali vuoti all’interno del supermercato
È un venerdì pomeriggio nell’IperDì di via Cristoforo Colombo a Trezzano, l’ultimo fine settimana prima della chiusura annunciata. Un via vai di clienti cerca quel che è rimasto al 70% di sconto (pagamento in contanti) fra la poca merce rimasta. Gran parte del punto vendita è già vuoto e molti degli altri corridoi ancora aperti al pubblico sono vuoti. Duemilacinquecento metri quadri di desolazione. I cinque addetti di turno mostrano un’innata cortesia e una comprensibile poca voglia di parlare.
Riunione in Pirellone. Risultati? Nessuno
Due giorni fa, si è svolta in commissione Attività produttive della Regione un’audizione dei sindacati (Filmcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs) dei lavoratori sulla crisi aziendale della Gca Generalmarket, la società a capo della catena di supermercati SuperDì e IperDì, che riguarda 43 punti vendita sparsi in varie province lombarde. Alla riunione, presieduta da Gianmarco Senna (Lega), erano presenti anche l’assessore al Lavoro Melania Rizzoli, i sindaci di Trezzano Fabio Bottero, di Vittuone Stefano Zancanaro, di Bollate Francesco Vassallo e due consulenti legali della proprietà. In via Filzi, davanti al Palazzo Pirelli, si è svolto un presidio in rappresentanza dei circa 800 lavoratori coinvolti nella vicenda.
Parlano i dipendenti: “Che fine faremo?”
A saracinesche abbassate, davanti al parcheggio, parla Giuseppe Sellino, uno degli addetti del punto vendita trezzanese. “La situazione è drammatica, perchè alla crisi aziendale è seguita quella di noi lavoratori. Siamo amareggiati e disorientati. Dalla riunione di giovedì pomeriggio a Milano abbiamo soltanto saputo che l’azienda ha provveduto a versare un acconto pari al 40% dello stipendio di luglio, oltre al rimborso Irpef per la dichiarazione dei redditi. Per il resto, purtroppo, non sappiamo altro.”
Quale futuro
Sellino si riferisce al futuro lavorativo e alle spettanze maturate. Da mesi si susseguono voci sulla vendita di 25 punti Super e IperDì a un forte gruppo concorrente, forse già entro ottobre. Si parla di Carrefour e de I Giganti, però nessuna conferma. Il supermercato di Trezzano, per grandezza e logistica, potrebbe essere uno dei più appetiti. “Come lavoratori auspichiamo una soluzione del genere. Certo, c’è da chiedersi se e quali saranno le conseguenze”. Qui lavorano 39 persone, alcune sin dall’inaugurazione. Era il luglio del 1996. Una bella estate per i tanti che trovarono un lavoro. L’estate 2018 è il controaltare: chiusura forzata dall’11 agosto al 2 settembre, dipendenti in aspettativa retribuita, la merce deteriorabile portata altrove. Poi la riapertura con “tutto al 50%” diventato 70% poco più di una settimana dopo.
Porte aperte già chiuse
“I segnali – conclude Sellino – li avevamo avvertiti un anno fa. Prima in magazzino arrivavano trenta bancali al giorno di merce, alla fine soltanto due. Ovvio che qualcosa non andava.” Oggi, sabato, è uno dei giorni degli acquisti delle famiglie nella Grande distribuzione organizzata. Porte aperte anche all’IperDì, ma è come fossero già chiuse, almeno con queste insegne.
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