
Era ora. A Corsico il tema della sicurezza entra al centro del dibattito politico con toni che, fino a poche settimane fa, sembravano difficili da immaginare. Durante il Consiglio comunale di ieri sera, dedicato alla discussione delle linee di mandato, finalmente il sindaco Ventura ha posto l’accento sulla necessità di affrontare il problema, arrivando a prospettare la costituzione di un’unità cinofila antidroga all’interno della polizia locale. Una svolta nel linguaggio e nelle priorità rispetto alle posizioni espresse in passato dall’amministrazione, quando, di fronte a episodi di cronaca che hanno avuto risonanza anche nazionale e sui quali si era concentrata l’attenzione dei giornali, la risposta era stata spesso improntata ai limiti dei poteri comunali e alla difficoltà di intervenire direttamente. La proposta di un’unità cinofila rappresenta un passaggio significativo proprio perché sposta il discorso dal riconoscimento dei limiti dell’azione amministrativa alla ricerca di strumenti operativi. Resta da capire quali risorse saranno messe in campo, con quali tempi e attraverso quali modalità il progetto potrà essere realizzato.
Il cambio di tono della maggioranza
La discussione di ieri sera potrebbe riflettere anche una diversa consapevolezza politica rispetto al peso assunto dalla sicurezza nel dibattito cittadino. Il clamore suscitato da alcuni episodi e le polemiche seguite alle dichiarazioni dell’amministrazione potrebbero aver contribuito a riportare il tema al centro dell’agenda. Non ci sono, tuttavia, elementi sufficienti per stabilire se dietro questo cambio di impostazione vi siano stati confronti o tensioni interne alla maggioranza. Le dimissioni di Angelo Spagnuolo (sostituito da Gabriella Bonincontro) potrebbero essere un sintomo, ma non c’è alcuna conferma di contrasti in qualche modo riconducibili alla gestione del Comune. Il dato politico della serata è soprattutto nella discontinuità rispetto al recente passato: la sicurezza non viene più affrontata soltanto attraverso il richiamo alle competenze di altri livelli istituzionali (scaricando le proprie responsabilità), ma anche attraverso la prospettiva di iniziative che coinvolgano direttamente la polizia locale.
Crispino: «Il problema c’è e non può essere rimandato»
Un altro segnale è arrivato dalla capogruppo del Partito democratico, Giulia Crispino, che nel suo intervento ha affrontato il tema della pulizia e del decoro urbano. Anche su questo fronte, per lungo tempo le posizioni della maggioranza erano apparse poco inclini a riconoscere l’esistenza di criticità, pur con differenze e sfumature nei singoli interventi. «Il problema c’è e non può essere rimandato», ha affermato Crispino, rivolgendosi poi ai gruppi di opposizione con un invito a «lavorare insieme per trovare una o più soluzioni». Parole che introducono un elemento di apertura al confronto su una questione concreta per la vita quotidiana dei residenti. L’intervento della capogruppo dem assume rilievo anche per il messaggio rivolto alle minoranze: almeno sui problemi che riguardano la qualità degli spazi pubblici, la ricerca di risposte potrebbe superare le contrapposizioni politiche.
Dalle parole ai fatti
Il clima della seduta è apparso diverso da quello di altri Consigli comunali recenti, segnati da scontri verbali, accuse e controaccuse tra maggioranza e opposizione su diversi temi. Resta da capire se il cambio di tono registrato sulle linee di mandato si tradurrà in una nuova fase dell’azione amministrativa o se resterà confinato alle dichiarazioni in aula. Per la sicurezza, il banco di prova sarà capire se e quando l’unità cinofila antidroga diventerà un progetto concreto. Per il decoro urbano, serviranno interventi verificabili e un confronto capace di produrre risultati. A Corsico, dunque, qualcosa sembra muoversi almeno sul piano delle parole. La verifica decisiva sarà quella sul campo: perché sicurezza, pulizia e cura della città non si affrontano soltanto riconoscendone l’importanza, ma indicando responsabilità, risorse e tempi di intervento.














