
La giornata dell’altro ieri era stata lunga e difficile. Prima l’aggressione denunciata da una residente, poi la protesta spontanea dei cittadini contro lo spaccio, l’intervento delle forze dell’ordine e, nella notte, il tentativo di aggredire l’assessore alla Polizia locale Domenico Anselmo. Rozzano ha vissuto altre 24 ore di tensione, tensione tra residenti (quasi un centinaio scesi in strada) e politici, tra residenti ed extracomunitari, con la promessa di organizzare ronde di cittadini per garantire la sicurezza di alcuni quartieri a rischio. A 24 ore dai fatti che hanno riportato la città agli “onori” delle cronache nazionali, Anselmo racconta direttamente cosa è accaduto e affronta il tema più ampio della sicurezza a Rozzano, proprio mentre il Comune ha avviato il progetto della nuova “control room” e potenziato il sistema di videosorveglianza con l’installazione di oltre 400 nuove telecamere.
Assessore Anselmo, partiamo da quello che è successo l’altra sera….
Dopo la fine delle contestazioni dei residenti che protestavano per la sicurezza, stavo andando verso la mia auto quando uno sconosciuto si è avvicinato e ha cominciato a minacciarmi. «Ti taglio», «io ti ammazzo»: queste erano, diciamo, le parole più gentili che mi ha rivolto. A quel punto mi sono diretto verso i carabinieri e ho chiesto loro aiuto. Alla vista dei militari, lo sconosciuto è fuggito e si è rifugiato su un tram che proprio in quel momento stava passando. I carabinieri hanno bloccato il tram e lo hanno arrestato.
Ha già presentato denuncia?
Devo recarmi in caserma per sottoscriverla.
Secondo lei perché è arrivata una minaccia così grave?
Probabilmente per la battaglia a favore delle espulsioni che sto portando avanti. Non posso naturalmente stabilire con certezza che sia questo il motivo, ma è una possibilità che considero come molto probabile. E’ comunque una battaglia cui non intendo rinunciare.
Rozzano continua però a vivere situazioni di forte tensione. E questo accade nonostante i provvedimenti adottati sul fronte della sicurezza, dal decreto Caivano alle nuove misure e alle telecamere. Cosa non sta funzionando?
C’è un problema di fondo. Bisogna innanzitutto distinguere i due provvedimenti, perché sono distinti. Il secondo finanzia attività per combattere la dispersione scolastica e per la sicurezza in città, l’altro interventi strutturali. Sul fronte della sicurezza, le telecamere, da sole, non bastano. Noi ci siamo mossi, anche con il supporto di alcuni parlamentari, per avere più strumenti operativi. Soprattutto per quanto riguarda le espulsioni, ma non è l’unico fronte su cui bisogna agire.
Perché considera così importante il tema delle espulsioni?
E’ determinanze se vogliamo riportare un minimo di tranquillità nelle nostre strade e permettere che il lavoro della polizia locale abbia un senso. Non è possibile che bisogna portare al Cpr più e più volte uno spacciatore recidivo per poi ritrovarselo in città dopo poche ore. Prima al Cpr non ci facevano neanche entrare: chiudevano alle 6 del pomeriggio e chi s’è visto s’è visto. Non è possibile. Il Cpr deve essere aperto 24 ore su 24 e deve funzionare. Non ha mai fatto quello che va fatto. Basti pensare a tutte le volte che abbiamo chiesto il suo aiuto con il personaggio che circolava per Rozzano con il machete. Alla quindicesima volta, hanno preso in carico il problema. Il lavoro da fare sulle strade di Rozzano è enorme, ma l’attuale impianto non è sufficiente.
Eppure il decreto Caivano aveva alimentato aspettative importanti anche sul fronte della prevenzione e delle opportunità per i giovani. Sembrava Rozzano potesse diventare un’isola felice, con nuovi centri di aggregazione e nuove opportunità da offrire ai ragazzi. E invece... Quei progetti sono rimasti fermi?
No. La possibilità c’è e i progetti sono stati tutti finanziati. Sono partiti o stanno partendo uno dopo l’altro. Abbiamo puntato su oratori e strutture sportive che affideremo a realtà già presenti sul territorio. Il 23 settembre, per esempio, sarà inaugurato il “nuovo” oratorio della chiesa di Sant’Angelo. Non c’è stato alcun rallentamento, i lavori saranno tutti conclusi nel 2027. Si è iniziato dai progetti più piccoli, poi si è passati a quelli più complessi, ma tutti procedono. L’obiettivo è togliere i nostri giovani dalle strade e offrir loro luoghi dove possano ritrovarsi ed esprimere le loro potenzialità.
Quindi di cosa c’è ancora bisogno?
C’è bisogno di fondi per assumere nuovi agenti tra le fila della Polizia locale. Attualmente sono 35: non bastano.Devono dividersi tra la parte amministrativa e il nucleo operativo impegnato in sgomberi, occupazioni abusive e ordine pubblico. In una realtà come quella di Rozzano, una realtà unica nel panorama nazionale dei comuni, quelli in organico non sono sufficienti. Bisogna evitare che in strada scendano ronde dei residenti: il presidio del territorio deve essere garantito dalle istituzioni e con più agenti, il Comune potrebbe garantire una maggiore presenza in tutti i quartieri a rischio della città.














