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Trezzano, sciopero alla Berlin Packaging: lavoratori protestano contro i licenziamenti previsti dal piano esuberi

Tensione nella sede di via Gioia: sindacati contro gli incentivi all’esodo giudicati inadeguati. Domani stop alle attività e richiesta di confronto con azienda e istituzioni

Berlin Packaging

Clima sempre più teso alla Berlin Packaging, azienda leader mondiale del packaging del vetro, dove il piano di riorganizzazione annunciato dall’azienda ha acceso lo scontro con i sindacati e portato alla proclamazione di uno sciopero per domani, 2 aprile. Al centro della protesta, in particolare, la sede di Trezzano, dove si concentrano le principali preoccupazioni per gli esuberi previsti. Filcams Cgil e rappresentanze sindacali aziendali giudicano inaccettabili le condizioni proposte dall’azienda per gli incentivi all’esodo, basate esclusivamente sull’anzianità di servizio e prive di qualsiasi valutazione legata a età, carichi familiari o situazioni di fragilità.

Una posizione che ha spinto i lavoratori a incrociare le braccia per chiedere un cambio di rotta e l’apertura di un confronto reale. «La perdita del posto di lavoro è inaccettabile – sottolineano i sindacati – soprattutto alla luce degli investimenti e delle acquisizioni recenti portate avanti dall’azienda». Il piano di riduzione del personale, infatti, arriva in un momento che i rappresentanti dei lavoratori definiscono contraddittorio, considerando la crescita e le operazioni strategiche messe in campo dal gruppo, leader nel settore del packaging e delle chiusure in vetro e plastica.

La mobilitazione ha già superato i confini aziendali, arrivando anche sul piano istituzionale. Il consigliere regionale del Partito democratico Simone Negri ha chiesto la convocazione urgente di un’audizione in Commissione Attività produttive, coinvolgendo sia i sindacati sia la proprietà. «Si tratta di un piano che avrà pesanti ricadute sui lavoratori e che richiede la massima attenzione – ha dichiarato Negri –. Per questo chiediamo che venga affrontato al più presto in sede istituzionale».

Lo sciopero di domani rappresenta quindi un primo segnale forte da parte dei lavoratori, determinati a difendere il proprio posto e a ottenere condizioni più eque. Sullo sfondo resta una trattativa tutta da costruire, mentre cresce l’attesa per capire se l’azienda sarà disposta a rivedere le proprie posizioni.

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