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Cesano va in Tv: “Sono stata truffata e rischio di perdere la mia casa” denuncia alle Iene Laura Pascucci

Canale 5 ha trasmesso il caso della cesanese che ha acquistato un appartamento e rischia di perderlo grazie a una falsa dichiarazione di proprietà sottoscritta da due ex coniugi

Nella foto, Laura Pascucci, 57 anni, residente a Cesano Boscone in via Roselli, 10, al quartiere Tessera

Ha speso 90mila euro per acquistare l’appartamento dove vivere. Poi ancora altri 30mila per ristrutturarlo. Adesso corre il rischio di rimanere senza casa a causa di quello che sembra essere una truffa ben congegnata. La “vittima” del presunto raggiro (qualcuno dirà che non è affatto presunto) è Laura Pascucci, 57 anni, residente a Cesano Boscone in via Roselli, 10, al quartiere Tessera. La sua è una storia che definire kafkiana è poco ed è talmente sconcertante da essere finita in Tv. Le “Iene”, infatti, l’hanno trasmessa l’altro giorno in prima serata. La vicenda ha dell’incredibile.

La simulazione

“Rischio di restare senza casa per un atto falso – ha raccontato Laura Pascucci a Matteo Viviani delle Iene – Una finta separazione tra Massimo D. e la ex moglie (entrambi cesanesi di lungo corso. Il primo lavorerebbe in un’azienda di Buccinasco ma al comune di Cesano risulta irreperibile, la seconda dovrebbe essere assegnataria di un alloggio Aler ad affitto agevolato), che a causa del fallimento del negozio di parrucchiera della donna, per salvare i beni di famiglia dal fisco e dai creditori, non 2006 avrebbero sottoscritto un “atto simulato” con il quale la proprietà del 50 per cento dell’appartamento di via Rosselli era stata trasferita all’uomo”.

Accordo senza valore

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Nella foto, Massimo D e Matteo Viviani nel corso della Trasmissione Le Iene

Che cosa è un “atto simulato”? Secondo la giurisprudenza italiana “è l’istituto giuridico mediante il quale due soggetti pongono in essere un contratto o in generale un negozio giuridico (cosiddetto apparente) con l’accordo che il medesimo non produca alcun effetto tra le parti (ex art. 1414 c.c.) ed allo scopo di poterlo invocare di fronte ai terzi”. Cosa significa? Che tra due persone si sottoscrive un accordo che in sostanza non ha alcun effetto tra i contraenti, ma che è possibile utilizzare nei confronti di terzi: fisco, creditori, acquirenti di un bene o di un immobile. Come è appunto capitato a Laura Pascucci.

Nessun dubbio

Laura, nel 2017 voleva avvicinarsi alla madre da tempo ammalata. Aveva affidato a una agenzia immobiliare di Cesano Boscone la ricerca di un appartamento. Le era così stato proposto quello di via Rosselli. I controlli effettuati dallo studio notarile cui la signora Pascucci si era affidata non avevano sollevato alcun dubbio sulla regolarità della vendita dell’immobile che, anche all’ufficio delle entrate, risultava essere di proprietà esclusiva di Massimo D. Al rogito, chiuso nel gennaio del 2018, aveva versato i 90mila euro pattuiti nelle tasche dell’uomo. Tutto a posto. No, perché il colpo di scena era dietro l’angolo. Subito dopo, il deposito dell’atto, infatti, è entrata in scena la ex moglie del venditore, Elisabetta T.

La sorpresa dietro l’angolo

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Nell’immagine le foto di Massimo D e della ex moglie Elisabetta T. mostrate dalle Iene

La new entry, due giorni dopo la sua registrazione, ha contestato il rogito sventolando un terzo documento mai visto prima. Si tratta di una scrittura privata non autenticata sottoscritta da marito e moglie che sottolinea la nullità dell’assegnazione del 50 per cento della proprietà della casa di via Rosselli, a Massimo D. La donna non si è limitata a contestare il rogito ma ha anche chiesto che le venga pagata la metà dei soldi incassati dal marito. Essendo però quest’ultimo nullatenente e avendo speso tutti gli euro incassati, Elisabetta T. ha cercato e cerca di rivalersi su Laura Pascucci. Kafka non avrebbe saputo inventarsi una trama più complicata di questa.

Assegnazione nulla

E sì, perché, la scrittura privata che rivela la nullità dell’assegnazione dell’intera proprietà dell’appartamento a Massimo D. è stata registrata due giorni dopo il deposito del rogito, undici anni dopo la sua sottoscrizione. Se il documento fosse stato depositato in tempi non sospetti, (undici anni sono tanti per decidere) Massimo D. non avrebbe potuto sottoscrivere il rogito senza il consenso dell’ex moglie. Oppure, se la donna fosse stata d’accordo a vendere, avrebbe ricevuto dalla signora Pascucci metà della cifra concordata. A Matteo Viviani, la donna ha sottolineato di aver detto più volte all’agenzia immobiliare di non vendere la casa, circostanza non confermata dal titolare.

La malafede

“Io non ho paura a dire di essere stata truffata – ha detto Laura a Matteo Viviani durante le riprese della trasmissione andata in onda su Canale 5. A pocketnews.it ha aggiunto: “La malafede è evidente sin dai più piccoli particolari: perché depositare la scrittura privata il giorno dopo la registrazione del rogito? Se avesse voluto ostacolare la vendita da parte del marito, perché non mostrarla prima?

Deciderà il giudice

La vicenda è finita davanti al giudice Petrucci della IV sezione civile del Tribunale di Milano che intanto ha chiesto una perizia sull’appartamento, e poi dovrà decidere sul reale scioglimento della comunione dei beni tra Masimo D. ed Elisabetta T. così come riportato nell’atto simulato. Se dovesse accogliere l’istanza dell’ex moglie del venditore, la casa potrebbe finire all’asta affinché le richieste economiche della donna vengano soddisfatte. “In quel caso – giura Laura – mi appenderò ai cornicioni del tribunale per protestare contro quella che sarebbe palesemente un’ingiustizia. Bisogna perseguire i truffatori, non la gente per bene”.

 

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