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Indagato per tentato omicidio il compagno della 33enne precipitata dal quarto piano a Rozzano

Non ha convinto gli inquirenti la versione dei fatti raccontata dall'uomo, un ecuadoregno di 28 anni

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Tentato omicidio, incidente, possibile suicidio? É il mistero della 33enne precipitata dal quarto piano di un edificio in via Palme a Rozzano che gli investigatori dei carabinieri stanno tentando di svelare da quando, una chiamata al 112 (erano le 4 di mattina di lunedì) ha chiesto aiuto per una giovane che era precipitata (caduta, spinta) dal balcone della sua abitazione.

Quando l’hanno trovata era ancora viva, ma in condizioni gravi. I sanitari della Croce Viola di Rozzano e i medici arrivati con l’automedica, l’hanno soccorsa e trasferita immediatamente, in codice rosso, al pronto soccorso dell’Humanitas, dove si trova ancora, in condizioni critiche e in prognosi riservata. In un primo momento sembrava un tentato suicidio, ma qualcosa non ha convinto i carabinieri, intervenuti sul posto insieme ai soccorritori.

La notte è stata lunga, la giovane era incosciente e non poteva parlare, ma le spiegazioni date dal compagno non convincevano. Così è stato sottoposto ad un lungo interrogatorio, ma non è riuscito a fugare tutti i dubbi. Ha infatti detto ai carabinieri che la ragazza durante la notte si era alzata ed era andata sul balcone per aggiustare il condizionatore d’aria e, improvvisamente, era caduta di sotto. Nessuno dei primi controlli effettuati dai carabinieri ha dato risultati.

Non risulta alcun intervento per liti o altri fatti violenti in quella casa. La giornata è così passata alla ricerca di testimonianze. Sono stati ascoltati vicini di casa, amici e conoscenti, senza che nessuna notizia trapelasse su quanto scoperto. Infine, le ultime notizie raccontano della decisione della procura di aprire un fascicolo per tentato omicidio, che comporta l’iscrizione del compagno della donna nel registro degli indagati e indica che gli inquirenti intendono esplorare a fondo ogni possibile scenario. Una mossa che in parte tutela l’uomo, permettendogli di difendersi e di accedere alle prove raccolte.

Al momento, l’ipotesi di coinvolgimento dell’uomo un equadoregno di 28 anni, è considerata un atto dovuto per consentire gli accertamenti necessari. Per questo stesso motivo, il pubblico ministero Antonio Cristillo, che si sta occupando del caso, ha già disposto una valutazione medica sia sulla donna che sul compagno, al fine di verificare l’eventuale presenza, o assenza, di escoriazioni o segni di lotta, compatibili con un’aggressione avvenuta prima della caduta.

Dalle indagini è infatti emerso che la 33enne, poco prima di cadere dal balcone aveva tentato, per due volte, di chiamare il 112. Tutte e due le volte le chiamate erano state interrotte da qualcuno che le aveva impedito di parlare. La centrale operativa di Milano, che le ha ricevute, ha già consegnato le registrazioni. Durante l’interrogatorio il 28 enne avrebbe anche ammesso che avevano bevuto parecchio e anche litigato. Le prossime ore, quindi, potrebbero rivelarsi decisive per fare chiarezza su quanto accaduto.

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