Per l’omicidio di Antonio Crisanti sul banco degli imputati sono finiti Manuele Spavone e Achille Mauriello. Il primo sparò quattro colpi di pistola per vendicare la figlia abusata dal nonno
Lo scorso febbraio, insieme a un complice che lo aveva accompagnato in motorino, aveva ucciso il padre della moglie, accusato di aver abusato della figlia, sparandogli in un parcheggio a Rozzano. Ieri, omicida e complice, hanno chiesto il rito abbreviato. La prossima udienza si terrà il 31 ottobre.
Il rinvio a giudizio
Il pomeriggio dello scorso 25 febbraio, in viale Lazio, di fronte al supermercato Il Gigante, a Rozzano uccise il suocero, Antonio Crisanti colpendolo quattro proiettili ammazzandolo sul colpo. Lo scorso 17 giugno il Gip Teresa De Pascale aveva accolto la richiesta del pubblico ministero Monia Di Marco e dell’aggiunto letizia Mannella e aveva deciso di processare assassino e complice con l’accusa di omicidio premeditato aggravato.
L’agguato
Secondo gli inquirenti, i due avevano organizzato l’agguato per uccidere Cristanti lo stesso giorno, in cui, al palazzo di Giustizia, si era concluso un incidente probatorio nel quale la figlia di Spavone, una bimba di otto anni, aveva parlato degli abusi che l’uomo le avrebbe inflitto.In quell’occasione, davanti al giudice e alla madre della piccola, figlia del 63enne ucciso, era arrivata, in sostanza, la conferma dei racconti già resi dalla bambina alla polizia in un’audizione protetta.
L’esecuzione
Qualche ora dopo il nonno orco era stato ucciso come in una “esecuzione”. Tra le varie ipotesi investigative, era stata vagliata anche quella che il 63enne fosse stato attirato in una trappola per portare a termine la vendetta di Spavone. A breve si dovrebbe concludere l’ultimo atto di quella che comunque è stata una tragedia. Il prossimo 31 ottobre, davanti al giudice per l’udienza preliminare di Milano, Luigi Gargiulo, ci sarà un’udienza in cui si dovrebbe decidere il destino di Spavone e del suo complice.
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