È uno sfregio al paese, al quartiere, alla coscienza di tutti gli abitanti di Trezzano”. è la prima reazione di Luciano Martin, segretario del Pd locale di fronte allo scempio che alcuni sconosciuti hanno fatto del monumento al giudice Falcone e alle vittime della strage di Capaci che sorge nel cuore del quartiere Tr1, a poche passi dalla scuola Cuciniello.
Un commando di vandali, alcune ore fa ha acceso un falò all’interno delle cinque colonne di marmo (cinque come le vittime della strage) che compongono l’opera che Silvio Romano aveva voluto dedicare al magistrato ucciso dalla mafia. Prima il fuoco, alimentato da cartoni e da sterpi, poi l’imbratto con scritte e simboli nazisti.
“Sono sconvolto” ha detto Martin “si respira un clima strano alimentato da frange che inneggiano alla violenza”. È stato lo stesso segretario del Pd che ha presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri della stazione di Trezzano. Le indagini dovranno tentare di decifrare quella che sembra essere la firma “Mi-ovest Cia” lasciata dagli sconosciuti sul basamento della scultura.
“Quanto accaduto nel tardo pomeriggio di ieri a Trezzano è un atto codardo e un insulto a tutta la comunità di Trezzano – hanno sottolineato congiuntamente la segretaria metropolitana del PD milanese Silvia Roggiani e il segretario del PD di Trezzano sul Naviglio Luciano Martin -. Non possiamo accettare atti del genere contro uno dei simboli della lotta alla mafia”.
“Si tratta – hanno proseguito i due – di vilipendio, non di una bravata, e per questo merita la nostra ferma condanna. A 29 anni dalla strage di Capaci dobbiamo ancora oggi contrastare la mafia in ogni sua forma e ovunque essa sia. È quello che ci chiederebbero le grandi donne e uomini che hanno dato la vita in questa guerra”.














