
Gli appelli inascoltati degli artigiani e dei titolari delle aziende che si affacciano sulla strada al confine tra Cesano Boscone e Corsico
“Stiamo morendo, e con noi stanno morendo tutte e attività che si affacciano su questa strada”. La frase è perentoria e non lascia spazio ad alcuna disquisizione. La pronuncia Michele Margotta, titolare di un’azienda specializzata nell’assistenza e nella gestione degli pneumatici.
Chiusa da più di un anno
La strada di cui parla è via Volta, la prosecuzione dell’asse che da via Milano, a Cesano Boscone, conduce in via Kulishoff e poi al capolinea della metropolitana Linea 1. Da più di un anno la strada è chiusa, prima per i lavori per la realizzazione della fognatura, poi a causa del Coronavirus.
Danni collaterali
I danni per le aziende che si affacciano nel tratto in questione sono ingenti. Da un anno l’attività si è ridotta prima del 70 per cento per i lavori della fongatura, poi, con il Coronavirus, si è totalmente bloccata. “In pochi riapriranno a maggio, se questa data verrà confermata, e continueranno a lavorare”.
La domanda
Alcuni hanno già licenziato parte dei dipendenti, altri (alcune imprese individuali) hanno chiuso e basta. Oltre al virus preoccupa il cantiere della fognatura. La domanda è: perché non si è approfittato di questo periodo di quarantena per ultimare i lavori? Ci sono cantieri aperti sulla Tangenziale, su alcune grandi arterie, perché non qui?
L’indifferenza
“Se anche si dovesse tornare a una parvenza di normalità, – dice ancora Michele Margotta – qui sarebbe impossibile perché comunque eventuali clienti non riuscirebbero a raggiungerci”. Il tutto tra l’indifferenza delle amministrazioni locali. Quella di Cesano aveva annunciato qualche provvedimento sulle tasse comunali, provvedimenti che si sono persi nel caos del Coronavirus, quella di Corsico non ha mai risposto ad alcun appello.
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