
Ecco la risposta alle reazioni e ai commenti di alcuni lettori all’articolo “Violenza sessuale lungo il Naviglio, una donna in bicicletta aggredita e violentata” pubblicato ieri
Un sostantivo femminile “bravata”, utilizzato nella frase “Soddisfatto della sua bravata, è scappato lasciando la donna sotto choc” pubblicata ieri nella cronaca dello stupro avvenuto sabato notte lungo il Naviglio, ha provocato le reazioni, alcune preoccupate per la gravità dell’evento, altre scomposte per l’uso di un termine “non adatto” a descrivere la violenza.
C’è qualcuno che cortesemente (e ringraziamo per i toni) ha chiesto lumi sull’utilizzo di quel sostantivo, altri che si sono lanciati in una crociata contro il “bieco maschilismo”, la “mancanza di professionalità”, “l’omofobia”, la Cia, il Kgb, il Mossad e chi più ne ha, più ne metta, che caratterizzerebbero pocketnews.it. Roba da morir dal ridere, se solo gli autori di queste accuse conoscessero il sottoscritto. Ma tant’è: accusare senza conoscere, sembra essere diventato lo sport preferito di chi spesso non comprende il senso di ciò che legge.
A parte i leoni da tastiera che si sono scatenati in ordine sparso, ci sono organizzazioni come il Pd di Corsico che hanno pubblicato un comunicato secondo il quale abbiamo “definito una bravata un’aggressione a scopo sessuale” e che in questo modo avremmo “banalizzato l’episodio influenzando l’opinione pubblica”. Il gruppo di “Corsico in Comune” ha addirittura preteso le nostre scuse pubbliche pena la diffida a parlare delle loro attività.
Orbene, a parte che pocketnews.it è stato il primo a concedere spazio al duo Capurso-Rossi quando ha deciso di scendere in campo in politica (ma questo non è un merito e se non dovessimo più parlarne ce ne faremmo una ragione), sarebbe il caso che tutti rileggessero il testo per coglierne il significato (Leggi qui). Per chiunque conosca l’italiano, la frase incriminata “Soddisfatto della sua bravata, è scappato lasciando la donna sotto choc” ha un soggetto sottinteso: lo stupratore. Va quindi letta: “Lo stupratore, soddisfatto della sua bravata, è scappato lasciando la donna sotto choc”
Che cosa c’è di sbagliato? Chiunque sia lo schizofrenico autore che ha commesso la violenza, la frase descrive quello che deve aver provato dopo aver stuprato la sua vittima ed essersi masturbato. Certo è una ricostruzione ipotetica, ma chi è in grado di affermare il contrario? Quanti autori di crimini sono consapevoli della gravità dei crimini che hanno commesso?
Leggendo alcuni commenti, mi è tornata in mente una vecchia intervista di Aldo Cazzullo al papà di “Striscia la Notizia”, Antonio Ricci. Argomento la televisione e la comunicazione. Parlando di politicamente corretto, di Arbore e Baudo, Ricci ha detto: “Se Arbore canta il clarinetto filù filù si parla di post goliardia, di citazione birichina. Se Baudo accenna “Donna Rosa” si parla di maialata da citazione in tribunale”. Due pesi e due misure, quindi, da parte di una certa intellighenzia.
E alla domanda: Si sta esagerando con il politicamente corretto? Ha risposto: «Certo. È qualcosa di aberrante, di liberticida, che conduce alla censura più bieca e alla reazione più reazionaria”. Anche nel nostro caso centinaia di sinceri democratici si sono lanciati in insulti e minacce senza capire il senso di quel che hanno letto. Ricci l’ha definita “imbecillità di gregge”. Beh, se credono (i sinceri democratici, soggetto sottinteso) di metterci a tacere, hanno sbagliato indirizzo.
Visto che non è la prima volta che accade, e la direzione da cui provengono insulti e minacce è più o meno la stessa, alla richiesta di questi novelli “bravi” (citazione dal Manzoni, per chi fosse all’oscuro della materia) risponderemo sempre e comunque: “questo giornale s’ha da fare”. E si farà.
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