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Rozzano, parata di big della politica: da Conte a La Russa sino a Elly Schlein ma dopo il loro passaggio gli interrogativi restano

Chi guiderà Rozzano nei prossimi anni? Chi gestirà il fiume di soldi che tracimerà per le sue strade? Cosa sarà realizzato? La proposta di Leo MIssi

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Nella foto, il presidente del Senato , Ignazio La Russa e il segretario del Pd, Elly Schlein

Dopo Giuseppe Conte e Ignazio La Russa arriva anche Elly Schlein: Rozzano per qualche giorno è diventato l’ombelico del mondo della politica. Nazionale e locale. La città si è così trasformata nell’arena all’interno della quale gli schieramenti che sostengono Mattia Ferretti e quelli che hanno scommesso le loro carte su Le Missi, si affrontano. Senza esclusione di colpi. In ballo ci sono i 27 o 28 milioni (la cifra varia secondo i media che la pubblicano) di euro del decreto Caivano bis che dovrebbero piovere sulla città trasformandola, da avamposto di frontiera, come attualmente viene presentata e come a volte dimostra di essere, in una oasi in cui prosperare.

Conte ha fatto un giro panoramico nei quartieri Aler dove sono stati eseguiti interventi, finanziati attraverso il super bonus, che secondo alcuni hanno dato un volto nuovo a diverse aree, migliorando qualità di vita e sicurezza. Secondo altri si tratterebbe di una riverniciata con i fondi del Superbonus, scelta che da sempre i Cinque stelle utilizzano come una bandiera, dimenticando i danni che ha provocato nel bilancio dello Stato. Il presidente del Senato, La Russa, ha incontrato simpatizzanti e non (molti dei quali sono saliti sul carro del presumibile vincitore negli ultimi tempi) in Cascina Grande. L’obiettivo della Schein è tentare di riportare il centrosinistra nella stanza dei bottoni, da cui è stato estromesso nella primavera di sei anni da Gianni Ferretti, dopo la sciagurata stagione di Barbara Agogliati (fallimento Api e affini).

La presenza dei tre big ha mosso e smosso una platea di simpatizzanti applaudenti. Ognuno ha proposto la sua ricetta per una città più vivibile, più solidale, più sicura. Solita musica, insomma. Suonata da interpreti diversi. Dopo il loro passaggio sono però rimasti gli interrogativi: chi guiderà Rozzano nei prossimi anni? Chi gestirà il fiume di soldi che tracimerà per le sue strade? Cosa sarà realizzato? Già oggi le polemiche non mancano. L’ultimo caso è quello della piscina comunale. Dal centrosinistra si accusa: “L’attuale amministrazione si prepara a spendere milioni di euro pubblici per riacquistare e ristrutturare una piscina già di proprietà comunale”. Leo Missi, candidato sindaco presenta una proposta alternativa: “la realizzazione della prima vera piscina comunale all’aperto di Rozzano, accompagnata da un nuovo centro sportivo accessibile a tutti.

“Una novità assoluta per Rozzano, – dice – pensata per chi resta in città durante l’estate – famiglie, bambini, giovani, anziani – e che punta a offrire un luogo pubblico di svago, benessere e socialità, finalmente all’altezza dei bisogni dei cittadini“. La piscina all’aperto non è solo un’opera pubblica: è una visione diversa di città. Un luogo di incontro, salute e inclusione sociale che a Rozzano manca”. “Con le stesse risorse oggi destinate a un’operazione immobiliare inefficace, – conclude – possiamo dare nuova vita a un’area trascurata e restituire Ama alla sua funzione pubblica e sociale.” Gà su un solo argomento, le posizioni non potrebbero essere più distanti. Per tutto il resto, la parola passa ai posteri e a chi, i prossimi 25 e 26 maggio. andrà a votare.

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