
Un nuovo capitolo si aggiunge a una vicenda che da anni contrappone l’agente scelto della polizia locale Tiziana Izzo ai vertici del comando di Rozzano. La Procura della Repubblica di Milano, nei giorni scorsi, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari – atto che contiene anche l’informazione di garanzia – all’attuale comandante della polizia locale Alessandro Bottari e all’ex comandante Samanta Zacconi.
Secondo la contestazione avanzata dal sostituto procuratore Mauro Clerici, i due funzionari sarebbero colpevoli (la formula è “Incolpazione provvisoria”) di aver “maltrattato, attraverso disposizioni interne riguardanti l’impiego del personale dipendente, cagionando gravi sofferenze psicofisiche” all’agente Tiziana Izzo. La Procura contesta in particolare il presunto demansionamento della vigilessa, escludendo, almeno per il momento, l’originaria ipotesi di mobbing avanzata nella denuncia.
Secondo quanto sostenuto dalla Izzo, i due comandanti l’avrebbero progressivamente isolata dal resto del personale, assegnandole mansioni non coerenti con il proprio ruolo e destinandola ad attività in Comune e in biblioteca, fino a costringerla – sempre secondo la denuncia – a lunghi periodi di inattività durante l’orario di servizio, determinandone una dequalificazione professionale.
Va precisato che l’atto notificato dalla Procura contiene una contestazione provvisoria. Si tratta della formulazione dell’accusa nella fase conclusiva delle indagini preliminari: Bottari e Zacconi avranno ora la possibilità di essere interrogati, depositare memorie e documentazione difensiva o chiedere ulteriori atti d’indagine. Solo successivamente (probabilmente entro settembre) il pubblico ministero deciderà se chiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione del procedimento.
Una vicenda che dura da anni
La storia affonda le radici negli anni successivi all’arrivo di Tiziana Izzo al comando di Rozzano. Fin dall’inizio il rapporto con l’amministrazione e con il comando si era rivelato problematico. L’agente era stata accusata di non aver dichiarato, prima dell’assunzione, un procedimento penale pendente davanti al Tribunale di Livorno (approfittando di password non sue sarebbe entrata in alcuni procedimenti a carico di automobilisti e non). Successivamente il Comune aveva avviato il procedimento di licenziamento, ma il Tribunale del lavoro di Milano aveva disposto il suo reintegro.
Da quel momento la vicenda si è trasformata in una lunga sequenza di denunce e controdenunce tra l’agente, amministratori comunali e ufficiali della polizia locale. Tra gli episodi più noti figura la denuncia presentata dalla Izzo nei confronti dell’allora comandante Samanta Zacconi per presunti interessi privati. Zacconi reagì querelando l’agente per diffamazione. Il procedimento si concluse con una conciliazione e il risarcimento del danno da parte della vigilessa, cui seguì la remissione della querela. L’indagine della Procura rappresenta quindi soltanto l’ultimo sviluppo di una contrapposizione giudiziaria che si trascina da anni e che ha coinvolto più sedi, sia civili sia penali.
La posizione del Comune
Sulla vicenda è intervenuta anche l’amministrazione comunale di Rozzano con una nota nella quale ricostruisce il contesto giudiziario relativo all’agente Tiziana Izzo ed esprime piena fiducia nell’attuale comandante. Il Comune ricorda che l’agente è stata condannata in primo grado dal Tribunale di Livorno per “accesso abusivo al sistema informatico aggravato, falso ideologico e falso materiale”, mentre è stata assolta dall’accusa di abuso d’ufficio in seguito all’abrogazione della relativa fattispecie di reato.
Secondo quanto riportato nella nota, i fatti risalgono al periodo in cui Izzo prestava servizio presso la polizia locale di Follonica, dove era stata sospesa dal servizio per sei mesi nell’ambito di un’inchiesta che ipotizzava l’emissione di verbali per finalità ritorsive.
L’amministrazione ricorda inoltre che nel 2023 la Corte d’Appello di Milano le ha inflitto quattro mesi di sospensione dal servizio senza retribuzione per reiterate violazioni del codice disciplinare dei dipendenti pubblici, nell’ambito della causa relativa al licenziamento.
Il Comune conclude esprimendo solidarietà e pieno sostegno al comandante Alessandro Bottari, e auspica che gli accertamenti della magistratura possano chiarire rapidamente la vicenda, “nel rispetto dell’autorità giudiziaria e dei principi di garanzia che caratterizzano uno Stato di diritto”. Stessa solidarietà andrebbe forse riservata anche per l’ex comandante Zaccone. In questo guazzabuglio di accuse e controaccuse val la pena ricordare che l’avviso di conclusione delle indagini preliminari non costituisce un’affermazione di responsabilità penale. I due indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a un’eventuale rinvio a giudizio e a una ancor più eventuale sentenza definitiva di condanna.













