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Rivoluzione fiscale per il mondo del no profit: il 23 settembre incontro pubblico a Trezzano per spiegare tutte le novità

Si rischia di mettere in difficoltà molte realtà locali, spesso punto di riferimento insostituibile per i cittadini, in particolare nei momenti di crisi

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Si annuncia come una vera e propria “rivoluzione copernicana” quella che dal 1° gennaio 2026 investirà il mondo del non profit. Una svolta normativa e fiscale che riguarderà associazioni, fondazioni, comitati ed enti del Terzo Settore, e che rischia di mettere in difficoltà molte realtà locali, spesso punto di riferimento insostituibile per i cittadini, in particolare nei momenti di crisi. Per aiutare le organizzazioni a comprendere e affrontare questo cambiamento, CSV Milano – Fare Non Profit ha organizzato un incontro informativo che si terrà  domani sera, martedì 23 settembre, alle 21, nel Centro Socio Culturale di via Alessandro Manzoni 10.

Cosa cambia dal 2026

A rischiare sono moltissimi servizi sociali oggi accessibili a costi contenuti, come corsi per ragazzi, visite mediche erogate da consultori, attività ricreative nei circoli locali. Tutte iniziative oggi considerate non commerciali, ma che con le nuove regole potrebbero rientrare in categorie soggette a tassazione, con obblighi burocratici e fiscali completamente nuovi. Il nuovo assetto normativo prevede infatti l’introduzione di importanti novità fiscali, tra cui: l’entrata in vigore del regime fiscale per gli Enti del Terzo Settore (ETS); la disapplicazione del regime forfettario “398” per tutte le associazioni, tranne quelle sportive; l’abrogazione definitiva della qualifica di ONLUS, con l’obbligo di iscrizione al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) entro il 31 marzo 2026; L’assoggettamento all’IVA delle attività “a corrispettivo”, anche se rivolte ai propri associati.

Un cambiamento anche culturale

«Non si tratta solo di burocrazia – spiega Andrea Fanzago, presidente di CSV Milano – ma di un cambiamento profondo, che richiederà a molte realtà di ripensare le proprie attività e la propria sostenibilità. Per questo abbiamo deciso di portare l’informazione direttamente nei territori, con momenti di ascolto, chiarimento e formazione». L’incontro del 23 settembre a Trezzano sarà il primo passo di un percorso più ampio che proseguirà con corsi specifici, incontri dedicati per tipologia di ente, e supporto individuale per chi avrà bisogno di rivedere struttura e attività alla luce delle nuove norme. CSV Milano sarà affiancato da esperti fiscali e dai professionisti di Manager No Profit.

“Nessuno sia lasciato indietro”

«Il nostro obiettivo – conclude Fanzago – è semplice: non lasciare indietro nessuno, soprattutto chi ogni giorno lavora perché nessuno venga lasciato indietro. La tenuta sociale dei nostri territori dipende anche dalla capacità del mondo non profit di affrontare questa sfida, più culturale che fiscale». L’incontro del 23 settembre è aperto a tutte le realtà del Terzo Settore attive nel Sud Milano e rappresenta un’occasione importante per iniziare a orientarsi in un cambiamento destinato a segnare un prima e un dopo nel modo di fare non profit in Italia.

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