
Quattordici primi cittadini dell’area sud di Milano hanno scritto al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e all’assessore regionale ai Trasporti, Franco Lucente, per esprimere un netto rifiuto al progetto della nuova Tangenziale Esterna del Sud Milano. Il tracciato ipotizzato correrebbe parallelamente alla Sp40 Binaschina, con collegamenti alle autostrade Autostrada A7 (Milano-Genova) e Autostrada A1 (Milano-Napoli)
Con una lettera congiunta, i sindaci sottolineano che l’idea di una nuova tangenziale – che ricalcherebbe in gran parte il tracciato della precedente Tangenziale Ovest Esterna Milanese accantonata anni fa – rischia di riproporre criticità già viste in altri progetti analoghi. Nel mirino dei firmatari c’è soprattutto il possibile passaggio dell’arteria su o attraverso il Parco Agricolo Sud Milano, un’area agricola protetta di grande valore paesaggistico e ambientale, la cui salvaguardia è ritenuta prioritaria da amministrazioni e associazioni locali.
I sindaci firmatari
La mobilitazione è trasversale e coinvolge amministrazioni di diverso colore politico. I primi cittadini che hanno aderito alla lettera sono quelli di: Binasco, Locate di Triulzi, Pieve Emanuele, Gudo Visconti, Vizzolo Predabissi, Basiglio, Noviglio, Casarile, Vernate, Zibido San Giacomo, Siziano, Rosate, Vermezzo con Zelo, Cerro al Lambro. Altri, nlle prossime settimane potrebbero accodarsi.
Motivi dell’opposizione e alternative proposte
Nella missiva i sindaci osservano che la nuova tangenziale, concepita come una nuova arteria stradale simile a un’autostrada a pedaggio, con connessioni alle autostrade Milano-Genova e Milano-Napoli e tre nuovi caselli – non affronta in modo convincente i reali problemi di mobilità del territorio. Secondo gli amministratori, l’attuale proposta non è corredata da analisi trasparenti dei flussi di traffico e, pur allocando ingenti risorse pubbliche, non garantisce una reale riduzione delle congestioni: esperienze di opere analoghe, come la Brebemi, non avrebbero portato ai benefici attesi in termini di circolazione stradale.
In alternativa, i sindaci chiedono di investire nel potenziamento dell’esistente, con interventi per il raddoppio della Strada Provinciale 40 (Sp40 Binaschina); la riqualificazione di altri assi provinciali (SP28, SP30, SP105 e tratto dell’ex SS35); l’adeguamento di incroci e infrastrutture locali; un rafforzamento del trasporto pubblico locale. Gli amministratori evidenziano inoltre il rischio di consumo irreversibile di suolo e di compromissione dell’ambiente agricolo e delle attività produttive legate al Parco Agricolo Sud Milano, chiedendo che le risorse siano destinate a progetti “meno costosi e più efficaci”.
La lettera dei 14 sindaci segna un punto di crescente tensione nel dibattito regionale sulla mobilità, con le amministrazioni locali che chiedono un confronto più approfondito e trasparente sulla pianificazione delle grandi infrastrutture nel Sud Milano.
Che cos’è la TESM e cosa prevede
La Tangenziale Esterna del Sud Milano (TESM) è un’infrastruttura inserita come ipotesi nel nuovo Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti (PRMT) di Regione Lombardia. Il tracciato ipotizzato correrebbe parallelamente alla Sp40 Binaschina, con collegamenti alle autostrade Autostrada A7 (Milano-Genova) e Autostrada A1 (Milano-Napoli) attraverso nuovi caselli, uno dei quali previsto in area Casarile. Il percorso interesserebbe territori del Sud Milano e lambirebbe anche la provincia di Pavia. Il progetto richiama per impostazione la precedente Tangenziale Ovest Esterna Milanese (TOEM), poi accantonata.
Le ragioni di chi è favorevole
Decongestionare il traffico lungo la Sp40 e sulle arterie locali oggi sovraccariche.; Migliorare i collegamenti tra Sud Milano, area pavese e rete autostradale nazionale.; Sostenere lo sviluppo economico e logistico di un’area in forte trasformazione.; Creare un’infrastruttura moderna, alternativa agli assi oggi congestionati.
Le ragioni dei sindaci contrari
Impatto ambientale significativo sul Parco Agricolo Sud Milano, con consumo di suolo agricolo; Timore di un’opera costosa e poco risolutiva, sulla scia di altre infrastrutture con traffico inferiore alle previsioni.; Assenza, secondo i firmatari, di analisi approfondite e condivise sui flussi di traffico.; Rischio di frammentazione territoriale e danni alle aziende agricole.
La partita è ora politica e tecnica: la Regione dovrà decidere se portare avanti lo studio dell’opera o aprire un confronto più ampio con i territori. Il dibattito sulla mobilità nel Sud Milano è solo all’inizio.















Almeno aggiornate la mappa,e’ di 30 anni fa!
Opera comunque FONDAMENTALE sotto tutti i punti di vista e ovviamente facendola arrivare fino alla A4.
Paese sempre fermo su tutto e con i soliti bempensanti partiti del NO SEMPRE E COMUNQUE!