Sono state pubblicate questa mattina le motivazioni della sentenza che ha condannato un 36enne di Rozzano a 18 anni di carcere “per aver ucciso il suocero perché aveva abusato della figlia. Per i giudici della corte d’Appello di Milano: “E’ stata una vera e propria esecuzione, un atto di giustizia sommaria che, con diverso movente, anche solo con un regolamento di conti fra pregiudicati, avrebbe portato all’ergastolo”.
Ciò nonostante – hanno scritto i magistrati della corte d’Assise, presieduta da Ivana Caputo con giudice a latere Franca Anelli – “l’asprezza” della pena inflitta per gli imputati “puo’ essere mitigata” a entrambi nella parte che riguarda l’aumento di pena per la continuazione tra i reati, ovvero l’omicidio volontario aggravato e porto abusivo d’arma”.
Il dispositivo spiega la sentenza con cui nel maggio scorso la stessa corte ha ridotto lievemente, da 20 a 18 anni di carcere, la condanna a del 36enne accusato di avere ucciso il suocero che avrebbe abusato della nipotina, a Rozzano, nel febbraio 2019, sul parcheggio che sorge davanti al supermercato Il Gigante, in viale Lazio.
L’omicida arrivò sul luogo del delitto a bordo di uno scooter guidato da un suo complice. Appena vide il suocero che era in compagni di alcuni familiare, gli si avvicinò e gli sparò una scarica di proiettili, tutti a segno. Poi risalì sulla moto e tentò di far perdere le sue tracce.
Per il complice, a cui è stata ridotta la pena da 18 a 12 anni di carcere, i giudici hanno considerato le attenuanti prevalenti sulle aggravanti anche se hanno riconosciuto la sua “piena consapevolezza” dei propositi dell’amico: uccidere il suocero per vendicare la figlia.
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