
In attesa dell’insediamento del nuovo Ente regionale che guiderà il Parco Agricolo Sud Milano, l’Associazione Parco Sud Milano ha promosso un appello condiviso da oltre 40 gruppi di cittadini. L’obiettivo: garantire che la futura governance del parco tenga conto delle istanze dei territori, puntando su sostenibilità, partecipazione e valorizzazione del patrimonio naturale e agricolo.
La nascita del nuovo Ente di gestione avviene in un contesto di forti criticità. Il centrosinstra accusa il centrodestra di voler “espropriare” la gestione del parco a coloro che hanno combattuto per la sua istituzione. Dall’altro fronte si rimanda la palla nel campo avversario accusandolo di immobilismo Di certo c’è che, attualmente, il personale è composto da sole quattro unità e le risorse economiche disponibili si fermano a 1,7 milioni di euro all’anno – una cifra ben distante dagli 11 milioni del vicino Parco del Ticino.
Eppure, le realtà promotrici dell’appello non si arrendono. Anzi, rilanciano: “Siamo ancora qui per proporre, vigilare e costruire il futuro del Parco”, si legge nel documento. I firmatari ribadiscono l’importanza delle tre vocazioni storiche dell’area: agricoltura, natura e fruizione. Con circa 1.000 aziende agricole attive su 37.000 ettari, il Parco Sud rappresenta una cintura verde produttiva fondamentale per l’area metropolitana milanese. Qui, l’agricoltura non solo fornisce cibo a oltre 3 milioni di abitanti, ma svolge un ruolo cruciale nel contrasto al consumo di suolo. “Il Parco deve sostenere tutti i modelli agricoli, ma promuovendo la sostenibilità e una visione agroecologica”, sottolinea Patrizio Monticelli, presidente della Comunità del Cibo.
Natura da tutelare e rigenerare
Oggi la componente naturale è ancora residuale, ma le potenzialità sono enormi. Le oasi gestite da enti come il WWF Sud Milano-Martesana, i filari alberati, le siepi e il reticolo idrico della bassa pianura costituiscono un patrimonio di biodiversità da difendere. Giorgio Bianchini del WWF parla di un “habitat insospettabilmente ricco”, che va valorizzato attraverso interventi di rinaturalizzazione, soprattutto nelle aree post-escavazione. “Il Parco è un bene comune che i cittadini vogliono vivere, conoscere e proteggere”, afferma Erica Rodari della Rete dei Comitati Milanesi. Per questo, i firmatari chiedono una gestione che favorisca la fruizione lenta e diffusa: percorsi ciclabili interconnessi, eventi culturali, agriturismi, scoperta di beni storici e naturalistici.
Uno degli obiettivi è anche rafforzare il marchio del Parco, come elemento identitario dei suoi prodotti e della comunità che lo abita. Si auspica una maggiore attenzione al paesaggio, alla riduzione dell’impatto visivo della pubblicità stradale e a interventi di rimboschimento. L’appello sarà inviato ai sindaci dei 60 comuni coinvolti, a Città Metropolitana e alla Regione Lombardia. “Noi ci siamo – dichiara Ruggero Rognoni, presidente dell’Associazione Parco Sud – e siamo pronti a costruire un fronte ampio per portare avanti valori condivisi e conoscenze del territorio. Lo sviluppo sostenibile non è un’opzione, ma una necessità”. La speranza è che il nuovo Ente non si limiti a gestire, ma sappia progettare, ascoltare e costruire una visione a lungo termine per un Parco nato 45 anni fa dall’impegno dei cittadini. E che oggi, più che mai, ha bisogno di essere difeso e rilanciato.










