È stata chiusa l’indagine sulla morte dei due operari uccisi il 28 settembre del 2021, dalla fuoriuscita di azoto dall’impianto del campus dell’Humanitas di Rozzano. Tre sono i manager indagati per omicidio colposo. Si tratta di Luciano Ravera, ad di Humanitas Mirasole spa, Giulio Mario Bottes della Sol spa e Ivan Pe della Autotrasporti Pe.
Le vittime
Gli operai, Jagdeep Singh di 42 anni e l’italiano Emanuele Zanin di 46, morirono a causa di ustioni da congelamento durante un’operazione di rifornimento di azoto liquido di un serbatoio all’interno del campus universitario dell’ospedale. Erano impiegati nella Sol, gruppo attivo nel settore della produzione e commercializzazione dei gas tecnici, industriali, puri e speciali e medicinali.
La morte
I loro corpi inanimati furono scoperti da un addetto agli impianti, che doveva chiudere il deposito: li aveva trovati senza i respiratori obbligatori in operazioni di questo tipo, privi di conoscenza, sulla scala che porta al seminterrato. Erano cianotici. Sul posto elisoccorso, ambulanze, vigili del fuoco i carabinieri ma non c’era stato nulla da fare: i soccorritori non avevano potuto fare altro che constatarne la morte.
L’inchiesta
La procura di Milano aveva aperto un’inchiesta affidata al pm di turno Francesca Gentilini e dall’aggiunto Tiziana Siciliano poi trasmessa al pm Paolo Filippini. L’ipotesi di reato su cui hanno lavorato i magistrati è omicidio colposo Nei giorni scorsi, la chiusura dell’inchiesta, passo fondamentale prima della richiesta di rinvio a giudizio di Luciano Ravera, Giulio Mario Bottes e Ivan Pe. Indagate per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti anche le tre società.
L’allarme dell’Inail
Un elemento fondamentale dell’inchiesta riguarda l’utilizzo di “ un impianto e il relativo serbatoio contravvenendo alle determinazioni dell’Inail” che, in sede di certificazione e verifica avvenuta nel 2018, aveva segnalato che “l’apparecchio non risponde alle disposizioni vigenti in materia di messa in servizio” e che, dunque, non poteva “funzionare”. Le morti, si legge ancora nell’atto della Procura, sono avvenute per “asfissia meccanica causata dall’azoto scaricato nell’ambiente interrato dalle valvole di sicurezza per una sovrappressione dell’impianto in fase di caricamento”.
Le famiglie
Emanuele Zanin, bresciano di 46 anni e Jagdeep Singh, di 42, origini indiane, abitavano entrambi in val Camonica, entrambi erano padri di due bambini piccoli. Emanuele Zanin, era un operaio di lungo corso della Pei, Jagdeep Singh, stava ancora effettuando il periodo di prova prima dell’assunzione.














