
Nirash Perera è nato il 2 gennaio 2007 a Corsico, in una città che un tempo viveva di calcio e che oggi osserva il pallone solo da lontano. Gli storici campi come l’ex Trial poi Red Devils di via Isonzo/Liberazione e il Giorgella distante qualche centinaio di metri dal primo, sono silenziosi, invasi dall’erba alta e dall’indifferenza. Ma in quel vuoto, qualcosa è comunque cresciuto. Anzi, qualcuno.
Qui si parla di Nirash Perera, 18 anni appena compiuti. Nel 2025/2026, la Primavera del Milan sarà la sua casa. Un traguardo che racconta di talento, certo, ma anche di identità e ambizione. Nirash Perera è italiano, con origini dello Sri Lanka.Terzino atipico, destro naturale, ma ormai stabilmente impiegato a sinistra, ha imparato a cambiare pelle a seconda dell’avversario e della partita.
Di lui, i suoi tecnici dicono: “È capace di leggere e interpretare il gioco con lucidità sorprendente per la sua età. Non è un semplice interprete della corsia: entra dentro il campo, costruisce gioco, cerca l’uomo tra le linee, accelera con la palla incollata al piede e rientra sul destro con la naturalezza di chi ha studiato i grandi esterni del calcio europeo”.
Cresciuto nel settore giovanile del Milan, è lì che ha affinato la sua tecnica. Sulla sinistra, è diventato un’arma: triangola nello stretto, attacca il mezzo spazio come un interno aggiunto, gioca il pallone con intelligenza. Il suo marchio di fabbrica? L’entrata verso l’interno, con il destro pronto a rifinire o ad aprire sul lato debole.
Si tratta insomma di un talento naturale con un grande futuro davanti. In un calcio che spesso corre senza pensare, Nirash pensa e poi corre. E lo fa partendo da Corsico, dove il calcio è scomparso, ma dove – almeno una volta – è nato un giocatore capace di crescere laddove c’è il deserto di strutture sportive, un passo alla volta, lungo la fascia sinistra. Ha avuto bisogno di Milanello, a Corsico non avrebbe potuto.














