
Si accendono i riflettori su Mondo Convenienza. Dopo le numerose segnalazioni, l’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti del colosso dell’arredamento low cost. I consumatori lamentano da anni la scarsa attenzione al cliente, nonchè la consegna di prodotti non corrispondenti all’ordine d’acquisto, difettosi o danneggiati, con pezzi mancanti o di misure errate. Nei giorni scorsi, funzionari dell’Autorità che tutela la libera concorrenza, hanno svolto un’ispezione nella sede amministrativa della società Iris Mobili S.r.l. (titolare del marchio Mondo Convenienza) con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
Pratiche commerciali scorrette?
L’indagine dell’Antitrust si basa sui diritti garantiti dagli articoli 20, 21, 22, 24, 25 e 61 del Codice del Consumo, quelli che trattano i problemi legati “alle consegne, alle pratiche commerciali scorrette e aggressive, ad azioni e omissioni ingannevoli e indebito condizionamento da parte delle aziende che vendono prodotti e servizi”. Già nel 2021 Mondo Convenienza era finita nel mirino dell’Autorità per varie problematiche: la diffusione di informazioni sul servizio “Trasporto e montaggio”, che non includeva anche il montaggio degli elettrodomestici da incasso come si lasciava intendere; la diffusione di informazioni circa la disponibilità di alcuni prodotti, che non risultava immediata.
Problemi mai risolti
Tra le lamentele anche i tempi di consegna ritardati; la mancata o inadeguata prestazione dell’assistenza post-vendita e l’ingiustificato rifiuto di applicare le condizioni contrattuali del servizio “Consegna gold”. L’istruttoria si era allora conclusa con un’accettazione di impegni da parte di Mondo Convenienza ma, dall’esperienza degli utenti, pare proprio che le problematiche con questa società non si siano mai risolte.
Lo sciopero
Mondo Convenienza, tra l’altro, è da oltre cento giorni anche al centro di uno sciopero degli operatori in appalto dei magazzini che richiedono di avere straordinari correttamente pagati, diritto a ferie e malattie pagate come da contratto (oggi un regolamento aziendale applicato alle ditte in appalto prevede una detrazione dallo stipendio se non si è lavorato almeno 24 giorni nel mese), applicazione del corretto contratto nazionale della logistica invece dell’attuale “multiservizi”, circa 400 euro in meno al mese.













