giovedì, Marzo 12, 2026
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Lotta alle Baby gang: maxi blitz della polizia contro gli autori di decine di rapine e  furti con strappo

Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile, hanno permesso di individuare e arrestare numerosi minorenni. L’accusa è di di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio (Guarda il video)

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Nell’immagine, un fotogramma del video diffuso dalla Polizia di Stato

Milano e il suo hinterland continuano a fare i conti con il grave fenomeno delle baby gang, un  problema che sta mettendo in allarme le istituzioni e i residenti.  Questa mattina, e sono ancora in corso, la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano e dalla Procura della Repubblica per i minorenni di  Milano, ha avviato una serie di arresti legati a numerosi episodi di rapine e furti con strappo che hanno coinvolto giovani, molti dei quali minorenni, sia italiani che stranieri.

Questa operazione, che ha portato all’esecuzione di numerosi provvedimenti restrittivi, nasce da un’attività di indagine sistematica  sul fenomeno della criminalità giovanile che ha messo in luce un  preoccupante sistema di ricettazione legato alle rapine e ai furti  compiuti per strada, nelle stazioni della metro e a bordo di altri mezzi pubblici. Gli autori di questi crimini si sono resi protagonisti di una lunga serie di reati che hanno suscitato forte preoccupazione tra i residenti e le forze dell’ordine. Nella rete della polizia complessivamente sono finiti 50 soggetti (32 maggiorenni e 18 minorenni), a cui vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio (9 soggetti di cui 7 maggiorenni e 2 minorenni), rapina (41 soggetti, di cui 25 maggiorenni e 16 minorenni)

Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile, hanno permesso di individuare e arrestare numerosi soggetti, tra cui  minorenni, con l’accusa di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio. La rete criminale scoperta non si limita alla commissione dei furti, ma si estende alla gestione e smistamento della merce rubata, creando un sistema ben organizzato di ricettazione. Il coinvolgimento di  minori di età in questi crimini è particolarmente preoccupante, poiché evidenzia la crescente partecipazione dei più giovani a comportamenti devianti e violenti. La visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei luoghi dove sono state commesse le rapine, le intercettazioni, l’analisi dei dispositivi telefonici sequestrati, ha permesso, quindi, non solo di individuare gli autori di 25 rapine, ma anche di svelare un permanente canale di ricettazione dei monili in oro riconducibile a una famiglia di origine rumena, i cui componenti (7 persone) sono stati tutti arrestati con la contestazione dei reati di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio.

La base logistica di tale organizzazione è stata individuata in una casa popolare abusivamente occupata, nel quartiere San Siro, dove gli autori delle rapine sapevano di potersi recare, per ricettare la refurtiva, senza alcun preavviso e a qualsiasi orario. Periodicamente, l’oro raccolto, veniva trasportato in Romania per essere riciclato. Sebbene il canale di ricettazione non prevedesse particolari filtri, il gruppo rumeno si è avvalso di una ragazza italiana di seconda generazione di 17 anni e di un libico di 21 anni per gestire i contatti con alcuni dei rapinatori e per allargare, in questo modo, il giro di affari.

La Procura della Repubblica per i minorenni di Milano ha seguito da  vicino le indagini, consapevole che la crescita delle baby gang rappresenta una sfida enorme per la sicurezza e il benessere sociale  della città. La collaborazione tra le autorità ordinarie e quelle minorili si è rivelata cruciale per combattere un fenomeno che non solo danneggia le vittime, ma mina anche il tessuto sociale e la sicurezza dei quartieri milanesi e dei comuni del suo hinterland.

Questi fatti evidenziano una crescente insicurezza nelle strade, dove le rapine violente e i furti con strappo sono diventati una prassi  quotidiana, soprattutto nei mezzi pubblici e nelle stazioni della  metropolitana, luoghi che dovrebbero garantire sicurezza ai cittadini.  Il coinvolgimento di giovani criminali, spesso in gruppi organizzati, ha amplificato il problema, rendendo più difficile il contrasto a questo  fenomeno che ha radici anche nella povertà, nella mancanza di  opportunità e in contesti familiari disagiati.

L’operazione della Polizia di Milano si inserisce in un ampio sforzo per  contrastare il fenomeno delle baby gang, ma la situazione resta critica.  Il coinvolgimento di minorenni in attività criminali così gravi solleva  interrogativi sulle cause profonde di questo comportamento, che non può essere ridotto solo alla responsabilità individuale. La società, le istituzioni e le famiglie devono fare la loro parte per affrontare un  fenomeno che minaccia il futuro dei nostri giovani e la sicurezza delle  nostre città.

Le autorità non abbassano la guardia e continuano a lavorare per smantellare queste organizzazioni criminali, ma il problema resta  complesso e richiede un impegno a lungo termine da parte di tutti gli attori sociali per prevenire e contrastare la criminalità giovanile. La speranza è che l’operazione della Polizia di Milano possa essere solo l’inizio di un intervento più ampio e incisivo contro le baby gang, affinché le strade di Milano possano tornare a essere luoghi sicuri per tutti.

 

 

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