
L’emergenza legionella che nei mesi scorsi ha allarmato molti comuni del sud ovest milanese (una sessantina i contagiati, cinque i morti accertati) non è affatto finita. L’ultimo allarme è scattato nei giorni scorsi al quartiere Tessera, a Cesano Boscone. Qui, sono apparsi negli ascensori di ogni palazzo Aler avvisi che mettono in guardia contro la temibile malattia, pericolosa soprattutto per gli anziani. Il manifesto avverte che il batterio vegeta nei tubi arrugginiti degli impianti idraulici e si diffonde soprattutto respirando micro goccioline d’acqua. Poi, senza dare alcuna informazione in più, illustra le operazioni di prevenzione da adottare per evitare che ristagni nei tubi delle abitazioni.
L’avviso ha allarmato i residenti perchè senza motivazione avevano timore di nuovi casi. Un’emergenza? Qualcuno nelle abitazioni non aveva pulito i filtri dei suoi impianti rischiando di causare un’epidemia? No, non è cosí. Secondo quanto riferito da una fonte più che sicura, la Legionella è stata trovata nell’ impianto di distribuzione dell’acqua dell’Aler. Sono i tubi incrostati e arrugginiti che favoriscono il diffondersi del batterio.
Quelli che portano l’acqua negli appartamenti sono gli stessi di quando sono state costruite le case, intorno alla metà degli anni ‘60. Già allora la costruzione degli edifici popolari del quartiere Tessera era stata fatta in economia, in stile soviet lombardo di quei tempi, che significava anche un grande risparmio sui materiali. Da allora non sono mai stati sostituiti. erano realizzati con materiali e tecnologie ormai superate. Al giorno d’oggi nessuno userebbe tubi di quel tipo, inseriti nei muri e quindi difficili sia da controllare sia da cambiare. Ecco qui di seguito quali sono le regole per tentare di non prenderla, in attesa che Aler bonifichi gli impianti
Le regole
1- La Legionella è un batterio che si trova in ambienti acquatici naturali ed artificiali, nei serbatoi d’acqua, nei fiumi, nei sistemi di condizionamento con umidificazione, ecc.
2- La proliferazione della Legionella nelle reti idriche è favorita anche dalla presenza di ruggine, incrostazioni o calcare nelle tubature, nei rubinetti e quando l’acqua non scorre ma ristagna nelle stesse, soprattutto alle temperature critiche per la sua proliferazione (20-45 °C).
3- Il contagio avviene esclusivamente per inalazione e il batterio non si trasmette per contatto o ingestione. Le norme precauzionali da rispettare dai singoli abitanti
4- Regolare l’erogazione dell’acqua calda sanitaria all’utilizzo, prodotta da boiler e scaldacqua autonomi, ad una temperatura compresa tra 50-55 °C. Anno spiegati i serbatoi di accumulo facendo la doccia solo dopo aver fatto scorrere l’acqua calda e fredda, ed essersi momentaneamente allontanati dal punto di emissione dell’acqua ed avere aperto le finestre
5- La manutezione periodica va effettuata almeno mensilmente e deve riguardare i gruppi idraulici presenti nell’alloggio mediante la sostituzione o disincrostazione e disinfezione dei filtri rompigetto, dei tubi flessibili e dei soffioni doccia.
6- Periodicamente vanno effettuati dei flussaggi facendo scorrere l’acqua per almeno 5 minuti, a finestre aperte, dalle docce e dai rubinetti (un apparecchio per volta), mantenendosi lontani dal punto di erogazione. Prima l’acqua calda alla massima temperatura erogabile temporaneamente. Poi l’acqua fredda.
7 – Eseguire sempre questa operazione prima dell’utilizzo dell’impianto dopo periodi di inattività (ad esempio per apparecchi poco utilizzati o al ritorno dalle vacanze).













