HomeAttualitàLargo Risorgimento: divieto di sosta illegale, centinaia le multe da annullare

Largo Risorgimento: divieto di sosta illegale, centinaia le multe da annullare

La segnaletica pubblica sui parcheggi non è regolare. Essendo un’area privata, la polizia locale non può e non poteva sanzionare i residenti  

È un vero e proprio guazzabuglio giuridico che (un giorno sì, un giorno no), riserva nuove sorprese. L’ultima riguarda le multe che da qualche anno i vigili urbani di Trezzano hanno elevato ad auto parcheggiate in Largo Risorgimento: essendo l’area privata (lo hanno confermato ben due sentenze del Tribunale di Milano) non ne avevano e non ne hanno alcun diritto. Se i destinatari proporranno ricorso dovranno essere tutte annullate o risarcite.  

La manina misteriosa

E che i vigili non non ne abbiano il diritto lo dimostra il fatto che dal 29 maggio, una manina misteriosa ha ricoperto con sacchi neri di plastica, quelli usati per raccogliere la spazzatura, i segnali di sosta con disco orario che da sempre campeggiano sulla piazzetta. I lettori di pocketnews.it conoscono le vicende che hanno interessato l’area. Chi volesse rinfrescarsi la memoria può rileggersi le cronache pubblicate nei mesi scorsi. (Leggi qui, qui e qui)

L’incompiuta

In sintesi si tratta di una vicenda nata una ventina di anni fa, di una convenzione che formalmente trasferiva la proprietà dell’area di piazza Risorgimento dai condomini dei civici 10 e 13 al comune. Il problema è che la convenzione firmata dagli allora rappresentanti del condomino non è mai stata controfirmata dai rappresentanti dl comune. Senza firma, di fatto il passaggio di proprietà non si è compiuto.

Le infiltrazioni

Non solo. Negli anni successivi, su quell’area, il Comune aveva deciso di realizzare dei parcheggi con la relativa segnaletica e sosta con disco orario. I lavori del fondo del selciato, però, avevano provocato infiltrazioni che avevano danneggiato i box sottostanti sollevando le proteste dei loro proprietari che prima avevano ingiunto al Comune di risolvere la situazione, poi, in mancanza di risposte, si erano rivolti ai giudici.

Le sentenze

Sia in primo grado, sia in secondo grado i magistrati milanesi hanno riconosciuto le ragioni dei proprietari dei box e hanno condannato il Comune a risarcirli, oltre a ordinare a quest’ultimo di ripristinare lo stato pre-parcheggio dell’area. Non solo. In mancanza di firme sulla convenzione, entrambi i gradi di giudizio hanno sottolineato che l’area “era ed è  privata” su cui il comune e quindi anche i vigili non hanno alcuna competenza.

La Corte dei Conti

Non solo. La Corte di Appello ha inviato la sentenza alla Corte dei Conti affinché verifichi se le scelte delle diverse amministrazioni comunali da quelle a guida Scundi a quelle Bottero abbiano provocato danni erariali. Il conto è presto fatto: tra lavori per realizzare i primi parcheggi, le spese degli avvocati, quelle delle perizie, il risarcimento danni riconosciuto ai proprietari dei box, si tratta di una cifra che dovrebbe aggirarsi tra i 350 e i 500mila euro.

La ribellione

Arriviamo adesso alle multe. Se l’area è privata e il comune non ha alcun diritto, alla notifica della sentenza avrebbe dovuto eliminare tutta la segnaletica pubblica, compreso la sosta con disco orario. Invece non è stato fatto alcunché. Anzi, le multe per chi si dimenticava il disco orario o ritornava a prendere l’auto dopo l’orario prefissato, hanno continuato a fioccare. Sino a quando qualcuno non si è stufato.

Il ricorso

E qui entrano in scena Sonia Ruta e Gianluca Gambuzza. Abitano in Largo risorgimento 10 e spesso e volentieri hanno parcheggiato e parcheggiano le loro auto sotto casa. Altrettanto spesso e malvolentieri si sono ritrovati e si ritrovano con l’avviso di multa. Sette verbali negli ultimi mesi.  Verbali tutti contestati mediante l’invio di mail all’ufficio protocollo del Comune di Trezzano. Tutto a posto? Nemmeno per sogno. Il 9 maggio scorso, un vigile urbano ha bussato alla porta di Sonia Ruta e di Gianluca Gambuzza e ha notificato loro l’impossibilità di annullare le multe.

Il Prefetto

È stato lo stesso vigile a invitarli a rivolgersi al Prefetto, accompagnando l’invito con un beffardo “…ma ormai è troppo tardi”. I due però non si sono persi d’animo e il 13 maggio hanno fatto partire una raffica di raccomandate indirizzate al prefetto, raccomandate accompagnate da una corposa documentazione, compresa la sentenza della Corte d’appello dell’ottobre del 2018 con la quale i giudici milanesi hanno confermato che “trattasi di Area Privata appartenente ai Condominii siti in Largo Risorgimento” e non ad altri.  

I sacchi neri

Dopo due settimane una manina misteriosa ha coperto con sacchi neri della spazzatura i cartelli stradali della sosta a disco orario.  In questi giorni il comando della polizia locale dovrebbe emettere un’ordinanza con la quale annullare la sosta con disco. Il problema rimangono le multe elevate dal giorno della sentenza della corte di Appello di Milano sino alla scorsa settimana: che fine faranno? Saranno annullate d’ufficio o coloro cui sono state notificate dovranno presentare ricorso?

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