Il 4 giugno scorso la giunta uscente di Rozzano avrebbe presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti affinché verifichi “possibili danni cagionati all’Ente”
Ha ottenuto una prima parziale risposta la richiesta della Libas, l’associazione dei consumatori che la scorsa settimana aveva protocollato una richiesta per conoscere se in comune esistono polizze assicurative che coprano eventuali danni provocati alla città di Rozzano dalla cattiva gestione della municipalizzata Api, fallita l’anno scorso con un buco di oltre 30 milioni di euro.
LA SORPRESA
La risposta è arrivata e contiene una sorpresa, anzi una sorpresona: in data 4 giugno 2019 l’amministrazione comunale avrebbe avviato un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori di Api notificando agli interessati “atto di significazione e diffida”. Contestualmente sarebbe stato presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti “onde rappresentare il quadro della vicenda e dei possibili danni cagionati all’Ente”.
AZIONE DI RESPONSABILITA’
Cosa significa? Che otto giorni dopo le elezioni del 26 maggio e cinque giorni prima del ballottaggio, prima ancora di sapere se sarebbe stata riconfermata o meno, l’amministrazione Agogliati, dopo aver constatato l’impossibilità di recuperare i beni messi all’asta in seguito al fallimento Api (il no dei curatori è stato netto), avrebbe messo le mani avanti e dato il via a una azione di responsabilità a carico di chi ha amministrato Api sino a portarla al fallimento, e sullo stesso argomento, avrebbe presentato un esposto alla Corte dei conti. Non male come sorpresa. Non è l’unica…
LA POLIZZA DEL COMUNE
La comunicazione porta la firma di Giancarlo Volpe, alto dirigente della direzione “Affari generali” del comune di Rozzano che precisa anche che “l’Ente ha acceso apposita polizza di Rc Patrimoniale che copre la responsabilità amministrativa e amministrativo-contabile in conseguenza di atti, fatti, omissioni, ritardi commessi nell’esercizio delle proprie funzioni, compresa l’attività di gestione di valori e di beni nel patrimonio dell’Ente e della PA in genere, in qualità di agenti contabili e/o assegnatari, escludendo la colpa grave, come previsto dalla normativa vigente”.
IL RISARCIMENTO
Significa che esiste un’assicurazione che potrebbe risarcire il comune per i danni provocati da assessori, sindaco, amministratori delle municipalizzate nella gestione dei beni di proprietà pubblica. Si parla, ma il dato non è certo di circa due milioni – due milioni e mezzo di euro, che in caso di comprovata responsabilità potrebbero essere versati nelle casse comunali. Non sono molti rispetto alla voragine dei danni provocati dal fallimento Api, ma pur sempre qualcosa.
POLIZZA PRIVATA
Non solo. Nella risposta alla richiesta della Libas, Giancarlo Volpe scrive anche che “Gli amministratori hanno la facoltà di sottoscrivere un’ apposita polizza personale che operi per i procedimenti derivanti da responsabilità amministrativa che incombe su chi cagioni una perdita patrimoniale o danno erariale al proprio o altro Ente per la violazione di obblighi o doveri derivanti dal rapporto di servizio con la PA. Di tali polizze personali l’Ente non è tenuto a detenere copia”
LE VERIFICHE
Non avendone copia, quindi non è dato sapere se qualche amministratore abbia sottoscritto o meno una polizza di questo tipo e quindi se è possibile richiedere altri risarcimenti. La questione, comunque, non si riduce ad assicurazioni congrue o meno congrue. Infatti, dalla Libas, dopo aver ringraziato Volpe per la sua sollecitudine precisano una serie di verifiche cui sarebbe importante fossero sottoposti questo tipo di documenti.
L’ACCERTAMENTO DELLE COPERTURE
Secondo l’associazione consumatori, infatti, “è necessario prendere visione delle polizze datate nel triennio 2015/ 2018 per accertarsi delle coperture e dei massimali a disposizione per eventuali negligenze degli amministratori pubblici della precedente giunta,e dove fosse possibile capire il modus del broker nell’accettazione del rischio in carico agli amministratori delle Partecipate non in linea con il profilo professionale richiesto per questo compito. In termine assicurativi si tratta di un evidente “aggravamento di Rischio” e comporta una maggiorazione di premio ulteriore per le casse Comunali ovvero il contraente”.
580MILA EURO DI SPESE LEGALI?
Non solo. Le polizze per i rischi professionali hanno implicitamente una copertura legale “nel caso di chiamata a rispondere da parte del contraente” , e quindi Libas per bocca del suo presidente Francesco Belluscio, si chiede come mai “la precedente amministrazione ha speso ben 580mila euro di costi legali e non abbia aperto l’eventuale sinistro per la difesa del bene e delle responsabilità annesse alla cariche” contro chi guidava l’Api.
Seguici sulla nostra pagina Facebook














