È il figlio di Francesco Sergi, condannato all’ergastolo in regime di 416 bis per omicidio e sequestro di persona
Le manette attorno ai suoi polsi sono scattate questa mattina. Lui è un personaggio dal cognome pesante. Infatti, è figlio di Francesco Sergi, boss da tempo rinchiuso nelle patrie galere perché condannato all’ergastolo per sequestro di persona e traffico di stupefacenti, e nipote dei Papalia. Un pezzo da novanta, visti i natali e le parentele. Beh!, nonostante tutto, è stato arrestato a Corsico al termine di un’operazione antidroga.
L’erede designato
Si tratta di Domenico Sergi, trentaduenne incensurato, secondo gli investigatori erede desinato del clan. Domenico è il figlio di Francesco Sergi, condannato all’ergastolo in regime di 416 bis per omicidio e sequestro di persona. Il suo clan è stato protagonista negli anni Ottanta del sequestro e dell’omicidio del figlio di Rancilio, il costruttore edile che ha realizzato il quartiere Giardino a Cesano Boscone. Lui, inoltre, è nipote acquisito di Antonio Papalia, storico boss della ‘ndrangheta.Un bel quadretto familiare, insomma.
Hashish e Maserati
Le accuse nei suoi confronti sono di detenzione di 5 chili di hashish, riciclaggio di una Maserati Gran Turismo rubata a una società di noleggio e possesso di una pistola risultata sottratta a un agente della polizia locale della bergamasca. Gli investigatori della Squadra mobile, diretti da Lorenzo Bucossi, hanno trovato l’arma (con 17 cartucce e 2 caricatori) all’interno di un box a Corsico, mentre l’auto è stata rintracciata davanti alla casa della sorella a Buccinasco. I due fratelli risultano titolari di una carrozzeria, sempre a Buccinasco che, secondo gli investigatori, sarebbe stata usata come base per lo spaccio e per lavorare sulle auto rubate da inviare all’estero.
“The Hole”
Non è stato l’unico colpo messo a segno dagli investigatori. Sono infatti oltre 23 gli arresti eseguiti dai carabinieri di Milano nell’ambito dell’indagine “The Hole”, nell’ambito della quale è stato disposto il sequestro del centro estetico “Beauty Center” di Cerro Maggiore (Milano), che le intercettazioni e gli appostamenti hanno dimostrato essere la base degli incontri per la gestione degli affari di droga tra i vari trafficanti.
Vecchie conoscenze
Lì si sono incontrati in più occasioni i cugini Domenico e Antonio Barbaro (dell’omonimo clan di ‘ndrangheta), attivi soprattutto nella zona di Cesano, Corsico e Buccinasco. Erano loro il collegamento con Antonio Agresta, 45enne originario di Plati’ già condannato come capo del clan di Volpiano, che gestiva i suoi traffici di droga con i Barbaro dal Marocco con stoccaggio nei magazzini spagnoli di Durcal.
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