
La legge regionale sui data center è stata approvata soltanto il 3 giugno, ma è già destinata a essere modificata. A confermarlo è stato l’assessore regionale alle Risorse energetiche Massimo Sertori, che ha annunciato una revisione della normativa alla luce della crescente pressione esercitata dai nuovi progetti sul territorio lombardo. Una corsa che nel Sud-Ovest milanese ha già assunto dimensioni concrete. Il data center di Corsico è in fase di ultimazione, mentre altri progetti interessano o sono previsti nei territori di Lacchiarella, Cusago, Settimo Milanese, Assago e Buccinasco. Un quadro che si inserisce in un fenomeno più ampio: in pochi mesi, infatti, sono state presentate in Lombardia circa venti richieste per la realizzazione di data center di medie e grandi dimensioni. È proprio la velocità con cui si stanno moltiplicando le richieste ad aver riaperto il confronto politico sulla capacità della Regione di governare un fenomeno destinato a modificare profondamente il territorio.
Negri: «La Giunta non si è resa conto di quanto stava accadendo»
Tra i più critici c’è il consigliere regionale del Pd ed ex sindaco di Cesano Boscone, Simone Negri, che contesta alla Giunta di essere intervenuta troppo tardi. «A pochi mesi dall’approvazione della legge sui data center sono già alle modifiche», osserva Negri, ricordando che le opposizioni avevano evidenziato le criticità della normativa sia durante il dibattito in aula sia nelle audizioni della Commissione. Secondo il consigliere dem, quando la legge è stata approvata non sarebbe stata considerata adeguatamente la portata del fenomeno che stava prendendo forma sul territorio. Oggi, invece, la Giunta si troverebbe a dover correre ai ripari di fronte all’esplosione delle richieste e alle proteste dei comitati.
Una situazione che riguarda da vicino anche l’area metropolitana milanese, dove la concentrazione dei progetti rischia di diventare uno degli elementi centrali del confronto. «Se avessero avuto l’umiltà di farsi carico della complessità del problema e di trovare risposte per frenare l’enorme concentrazione dei data center nella Città metropolitana milanese non saremmo a questo punto», sostiene Negri. La proposta avanzata dall’opposizione, spiega il consigliere, era quella di procedere con maggiore gradualità: meno data center, ma più qualificati, verificandone prima l’impatto per poi eventualmente allargare le maglie della normativa. «Non ci hanno ascoltato e preferito andarsi a schiantare», è la conclusione di Negri.
Dal cantiere di Corsico ai nuovi progetti
Nel frattempo, però, sul territorio i progetti vanno avanti. A Corsico il data center è in fase di ultimazione, diventando così uno degli esempi più concreti di una trasformazione, sempre negata dal sindaco di Corsico Stefano Ventura, che fino a pochi anni fa sembrava lontana dalla realtà quotidiana dei comuni dell’hinterland. E Corsico non è un caso isolato. Nel quadrante sud-occidentale dell’area metropolitana sono infatti previsti altri interventi, con progetti che interessano Lacchiarella, Cusago, Settimo Milanese, Assago e Buccinasco. Una concentrazione che rende particolarmente attuale la domanda su come debba essere governato l’arrivo di queste infrastrutture. I data center sono infatti strutture strategiche per l’economia digitale e per la gestione dei servizi online, ma il loro insediamento comporta anche interrogativi legati alla disponibilità di energia, alle infrastrutture, al consumo di risorse e all’impatto sui territori.Sono proprio questi gli aspetti sui quali da tempo chiedono maggiore attenzione i comitati e le associazioni che si sono mobilitati contro alcuni dei nuovi insediamenti.
Il Movimento 5 Stelle: «La legge non ha fermato la corsa»
Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle che attacca la Giunta regionale sostenendo che la legge approvata a giugno non abbia impedito la proliferazione dei progetti. «Quella legge non ha impedito a chiunque lo desiderasse di fare razzie del territorio lombardo», afferma il capogruppo Di Marco, contestando anche il ricorso a procedure statali per accelerare alcuni interventi. Il riferimento è ai dieci progetti di data center definiti strategici, sui quali, secondo il consigliere, la Regione avrebbe finito per avere un ruolo limitato. Per il Movimento 5 Stelle, inoltre, le criticità erano già state messe nero su bianco durante l’iter della legge, sia dalle opposizioni sia dalle numerose associazioni intervenute nelle audizioni. Da qui l’accusa alla Giunta di intervenire soltanto dopo che il fenomeno ha già assunto dimensioni importanti.«Tentare di chiudere il recinto, dopo che i buoi sono già scappati», sostiene Di Marco, «è solo l’ennesima presa in giro del centrodestra lombardo alla Lombardia».
Una partita che riguarda da vicino il territorio
La revisione della normativa annunciata da Sertori riapre quindi una partita che, per i comuni dell’area metropolitana, non è più soltanto una questione regionale. Corsico, Lacchiarella, Cudago, Settimo Milanese, Assago e Buccinasco sono infatti territori nei quali il tema dei data center è già entrato nel dibattito pubblico, tra progetti in corso, interventi previsti e interrogativi sul futuro delle aree interessate. La sfida per la Regione sarà ora trovare un equilibrio tra la necessità di accompagnare lo sviluppo delle infrastrutture digitali e quella di garantire che la loro localizzazione non produca una concentrazione eccessiva in alcune parti della Lombardia.
Ed è proprio questo il punto sul quale le opposizioni chiedono di cambiare passo: non limitarsi a regolamentare i data center quando le richieste sono già arrivate, ma decidere prima dove, quanti e a quali condizioni possano essere realizzati. Perché nel Sud-Ovest milanese la questione non è più soltanto una previsione per il futuro. Con il cantiere di Corsico ormai vicino alla conclusione e altri progetti sul tavolo, il futuro dei data center è già diventato una questione concreta per il territorio.














