
Una raccolta firme per chiedere al Comune di ripensare la vendita a privati dell’area del Centro sociale di via Curiel 23. È l’iniziativa promossa da “Corsico Solidale” e da un gruppo di residenti del quartiere Lavagna, che per sabato mattina invitano i residenti a sottoscrivere una petizione contro l’ipotesi di alienazione dell’immobile e del terreno su cui sorge. La questione riguarda uno spazio che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per la vita associativa del quartiere. Ma oggi il suo futuro si intreccia con le scelte urbanistiche e patrimoniali dell’amministrazione comunale: nei documenti di programmazione del Comune, infatti, l’immobile compare tra i beni destinati alla vendita. I promotori della petizione chiedono di rivedere questa scelta, conservare la funzione sociale dell’area e aprire un confronto pubblico prima di procedere con interventi che possano modificarne la destinazione.
Un’area di quasi 5mila metri quadrati
Il tema non è soltanto una preoccupazione dei residenti. La documentazione ufficiale del Comune consente di ricostruire le dimensioni e le prospettive dell’operazione. Nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2026-2028, allegato al Documento unico di programmazione, il Centro sociale di via Curiel 23 figura tra gli immobili destinati alla vendita, con un valore indicato di 450mila euro. La superficie territoriale complessiva è di 4.748 metri quadrati, dei quali 938 occupati dal fabbricato. La scheda patrimoniale riporta una destinazione d’uso residenziale e commerciale di prossimità. È questo il dato che rende concreta la preoccupazione dei residenti: la vendita di un’area di queste dimensioni potrebbe aprire la strada a una trasformazione del comparto, con una componente residenziale. Non significa, tuttavia, che un progetto edilizio specifico sia già stato approvato o che la costruzione sia imminente. La petizione interviene proprio mentre si chiedono chiarimenti sulle prospettive dell’area e sulle decisioni che l’amministrazione intende assumere.
«Più traffico, meno verde e un presidio sociale in meno»
Nel testo della petizione si mettono in fila le principali criticità che deriverebbero da un eventuale intervento residenziale privato. La prima riguarda la viabilità: nuovi insediamenti potrebbero aumentare il traffico locale e aggravare la già delicata questione dei parcheggi. C’è poi il tema ambientale, con il timore che una trasformazione edilizia riduca le superfici verdi e permeabili, incidendo sulla vivibilità e sul microclima del quartiere. Ma la preoccupazione più significativa riguarda la funzione sociale dell’immobile. Per i firmatari, il Centro sociale non è soltanto un edificio o un terreno da valorizzare economicamente: è uno spazio che può continuare a ospitare attività associative e occasioni d’incontro per giovani, famiglie e residenti. La richiesta è quindi quella di non considerare l’area esclusivamente attraverso il suo valore patrimoniale, ma di valutarne anche l’utilità per la comunità che vive intorno a via Curiel.
Le tre richieste al Comune
La petizione si articola in tre richieste precise. La prima è la revisione e l’annullamento della previsione di alienazione contenuta negli strumenti di programmazione comunale, con riferimento al DUP e al quadro urbanistico. La seconda è la salvaguardia della funzione sociale e associativa dell’area e dell’edificio. La terza è l’apertura di un confronto pubblico con i cittadini prima dell’avvio di qualsiasi intervento che modifichi l’attuale destinazione. Non si tratta, dunque, soltanto di esprimere contrarietà a una possibile nuova costruzione. I promotori chiedono che il futuro del comparto venga discusso pubblicamente e che i residenti possano partecipare a una decisione destinata ad avere conseguenze dirette sul quartiere. La raccolta firme di sabato punta proprio a dare forza a queste richieste e a portarle formalmente all’attenzione dell’amministrazione.
Il futuro del quartiere passa anche da via Curiel
La vicenda del Centro sociale si inserisce in una questione più ampia: quale equilibrio vuole costruire Corsico tra valorizzazione del patrimonio pubblico, trasformazioni urbanistiche e mantenimento degli spazi destinati alla vita collettiva? Per l’amministrazione, l’alienazione degli immobili comunali rientra nelle scelte di gestione e programmazione del patrimonio. Per coloro che promuovono la petizione, invece, la possibile cessione di via Curiel rischia di sacrificare una funzione di interesse sociale in favore di una trasformazione a prevalente carattere residenziale. Sono due prospettive che ora si confrontano su un’area precisa, con dimensioni, valore e destinazione urbanistica riportati negli atti comunali. La raccolta firme rappresenta il primo tentativo dei residenti di chiedere una revisione della scelta e di aprire un confronto sul futuro dell’immobile. Resta da capire quale sarà la risposta del Comune e se ci saranno margini per una soluzione capace di conciliare le esigenze economiche del comune con quelle sociali e ambientali del quartiere Lavagna. Per ora, il messaggio è chiaro: prima di vendere e trasformare, discutere con chi vive ogni giorno in questa parte di Corsico.














