
A Corsico lo Sporting non trova ancora una soluzione allo “sfratto” dal campo parrocchiale e guarda già alla prossima amministrazione comunale per capire se il diritto allo sport dei ragazzi avrà finalmente una struttura su cui appoggiarsi. pocketnews.it ha intervistato due referenti della società, Jacopo Aloe ed Emanuele Mancone, per farsi raccontare che cosa è successo dopo l’incontro con il sindaco Ventura e l’assessore allo Sport Di Stefano. E dal loro racconto emerge con chiarezza che, per l’amministrazione, la vicenda dello Sporting e del campo di via Ugo Foscolo non è una priorità.
Come già ricostruito da pocketnews.it (leggi qui) i ragazzi tesserati dalla società si allenano sul campo parrocchiale di via Ugo Foscolo. L’accordo con i responsabili ecclesiastici è in comodato e non sarà rinnovato. Aloe e Mancone da mesi chiedono certezze: sul futuro del campo, sulle bollette e su un eventuale aiuto del Comune per non lasciare in strada decine di ragazzi. L’ultimo incontro in Comune, però, non ha portato le risposte sperate.
«Qualche giorno fa abbiamo incontrato il sindaco Ventura e l’assessore allo Sport Di Stefano. In quell’occasione ci hanno comunicato che, allo stato attuale, non è possibile utilizzare né il campo Fermi né il campo Travaglia, poiché entrambi richiederebbero interventi significativi per essere riportati a norma», raccontano Aloe e Mancone. «Ci è stato spiegato che, negli ultimi cinque anni di amministrazione, si è scelto di destinare le risorse ad altri tipi di opere sul territorio – come strade, parchi e biblioteche – mentre la riqualificazione dei centri sportivi è stata messa in secondo piano. Prendiamo quindi atto del fatto che, a Corsico, garantire un impianto sportivo agibile e capace di accogliere i ragazzi della città non sembra essere considerato una priorità».
Mentre da Palazzo Comunale non arrivano soluzioni, le porte si aprono invece nei comuni vicini. «Fortunatamente, nelle ultime settimane abbiamo ricevuto il supporto di diversi comuni e associazioni sportive limitrofe, che si sono immediatamente attivate per aiutarci a individuare una soluzione per i nostri giovani. Un ringraziamento particolare va all’assessore allo Sport di Buccinasco, Parmesani, che si è impegnato personalmente nella ricerca di un’alternativa concreta», spiegano. «Ci sarebbe piaciuto poter avviare una collaborazione di questo tipo anche con l’attuale amministrazione comunale di Corsico, cosa che purtroppo non è stata possibile. Siamo comunque fiduciosi che sarà un obiettivo da perseguire con la prossima giunta comunale».
Sul fronte parrocchia, i rapporti ufficialmente non sono rotti, ma la tensione è evidente. «Il rapporto con la parrocchia è rimasto invariato. Da parte nostra c’è la massima disponibilità ad aprire un tavolo di confronto che permetta di trovare un punto di equilibrio, sempre nell’interesse dei ragazzi», dicono i due dirigenti. C’è anche un altro punto contestato: «Sul campo parrocchiale si allenano anche altre due squadre – ACLI Sant’Antonio e Sant’Adele. Non solo, disputano le loro partite nonostante l’intero carico delle utenze grava esclusivamente sullo Sporting. Siamo certi che con un dialogo aperto e costruttivo si possa arrivare a una gestione più equa e sostenibile per tutti». Dal lato pratico, la situazione non si è sbloccata. «Non vi sono stati cambiamenti sostanziali rispetto al nostro ultimo incontro», confermano Aloe e Mancone. «Abbiamo formalmente richiesto un confronto al Consiglio Pastorale e al Consiglio per gli Affari Economici della parrocchia. Parallelamente ci stiamo muovendo con i comuni limitrofi e con le società calcistiche del territorio per individuare una soluzione sostenibile in vista della prossima stagione. Come potete immaginare, non è semplice trovare un’alternativa dal punto di vista logistico ed economico, soprattutto considerando che saremo costretti a trasferirci in un altro comune».
Qui la frecciata alla politica è esplicita: «Auspichiamo che la prossima amministrazione comunale di Corsico possa rendersi conto di quanto sia fondamentale riportare alla piena funzionalità i centri sportivi che oggi versano in uno stato di abbandono. Lo sport crea aggregazione, offre opportunità educative e sociali e tiene i ragazzi lontani dalla strada: riteniamo essenziale che le istituzioni tornino a investirvi con convinzione». Sul tentativo di coinvolgere la Curia come mediatrice, la risposta è prudente ma molto chiara: «È una strada che abbiamo certamente preso in considerazione, e abbiamo anche provato a confrontarci con alcuni esponenti della Curia. In questa fase, però, continuiamo ad auspicare che si possa trovare un punto di incontro per il bene dei ragazzi. È sorprendente che un tema come questo lasci indifferenti, o quasi, l’assessore allo Sport del Comune di Corsico e i membri del consiglio parrocchiale. Vogliamo comunque credere che un finale diverso sia ancora possibile».
La questione bollette resta il nodo più delicato. «Noi abbiamo certezza degli importi versati negli anni passati, ma non ci sono mai state fornite bollette che attestassero le spese effettivamente sostenute», spiegano Aloe e Mancone. «Tre giorni prima del nostro insediamento è stato effettuato un bonifico di 5.000 euro alla parrocchia, con l’obiettivo dichiarato di coprire le bollette della seconda metà del 2025. In pratica, sono state pagate in anticipo — con i soldi della società — spese relative a consumi non ancora effettuati. Questo ci ha lasciati piuttosto perplessi: non abbiamo mai sentito parlare di bollette pagate prima ancora che i consumi avvengano. E, paradossalmente, ci è stato persino presentato come un favore».
In sintesi, lo Sporting oggi si trova stretto tra un’amministrazione comunale che non mette lo sport tra le priorità e una parrocchia con cui il confronto è ancora tutto da costruire. Ma i dirigenti assicurano che continueranno a cercare una via d’uscita, perché a rischio non è solo un campo, ma il futuro sportivo di tanti ragazzi di Corsico.













