Il provvedimento adottato dalla direzione dell’azienda dopo mesi di indagini interne. I procedimenti disciplinari presi per “colpa grave”
Cambiavano i cartellini dei prezzi dei prodotti in vendita con quelli di altri prodotti scontati con costi decisamente più bassi. Poi li consegnavano ad amici e parenti e li accompagnavano alle casse automatiche dove l’occhio elettronico controllava il codice a barre senza verificare se corrispondeva all’oggetto che transitava. Così sedie, tavoli, lampade che costavano 100 venivano pagate 10.
L’inchiesta interna
Il “giochino” è andato avanti per mesi. Poi qualcuno se n’è accorto e ha cominciato a sospettare. La direzione dell’azienda ha quindi aperto un’inchiesta interna che si è conclusa nei giorni scorsi quando a trenta dipendenti è stata recapitata una lettera con la quale si avvisava dell’avvio di un procedimento disciplinare nei loro confronti. I destinatari delle lettere sono stati immediatamente sospesi dal servizio e immediatamente allontanati dal negozio: hanno cinque giorni di tempo per rispondere a tutte le contestazioni.
L’inchiesta penale
Dovranno spiegare dove è finita la merce sparita. Intanto, la Procura di Milano, dopo la denuncia dei responsabili di Ikea Italia, ha avviato un’inchiesta penale. L’ipotesi di reato è: truffa, furto e ricettazione. Nelle mani degli investigatori ci sarebbero i filmati delle telecamere, l’inventario dei prodotti in stock che risultano venduti ma che sono ancora fisicamente in magazzino, la documentazione fiscale delle vendite.
Dipendenti infedeli
Indagine della magistratura non è ancora conclusa. I provvedimenti disciplinari, che se confermati avranno come conseguenza il licenziamento dei dipendenti infedeli, sono stati comunque inviati ai destinatari. È evidente che sul piano giudiziario l’intera questione potrebbe concludersi al più presto.
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