domenica - 29 Gennaio 2023
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Contenzioso Comune-Gruppo Lops: approvato, dopo un muro contro muro, l’accordo per il pagamento dei 4 milioni di tasse arretrate

Per la minoranza si tratta di un accordo “ad personam”, la maggioranza che governa Trezzano rivendica il lavoro svolto sul fronte della lotta all’evasione fiscale

lops 2Muro contro muro. Questo è stato il Consiglio comunale dell’altra sera a Trezzano sul Naviglio, consiglio che ha approvato la transazione che prevede il saldo dell’Imu non pagata da alcune aziende del Gruppo Lops, per un ammontare di partenza di circa 4 milioni di euro. Da una parte la maggioranza a confermare di volere procedere all’accordo che prevede il pagamento in dieci anni (tempistica non prevista dall’attuale regolamento comunale), dall’altra la minoranza a sottolineare che le garanzie previste non tutelano l’ente locale.

Per la minoranza si tratta di un accordo “ad personam” visto che non permette ad altre imprese presenti sul territorio che si trovano nella stessa situazione dell’“Immobiliare Eugenia srl”, una della tante aziende della galassia che fa capo al Gruppo Lops, che ha chiesto di poter pagare il suo debito, spalmandolo in 120 rate mensili . Una richiesta che se fosse onorata chiuderebbe un contenzioso che va avanti dal 2017 e che ha già affrontato molti gradi di giudizio.

Ed è proprio sulle garanzie che si sono scontrati Giuseppe Russomanno e il sindaco Fabio Bottero.  Secondo Russomanno, le garanzie offerte dai Lops “non stanno in piedi” perché propongono un’ipoteca su un immobile del valore ipotetico di 15 milioni di euro, già ipotecato da alcune banche e perché non esiste al momento una perizia “super partes” che ne certifichi l’attuale valore commerciale. Trattandosi poi di un’ipoteca secondaria, non garantirebbe, in caso di non rispetto degli accordi, alcunché nei confronti del comune.

Le aziende del Gruppo Lops dichiarano di avere beni immobili per oltre 90milioni di euro, “è possibile che non ci fosse un altro edificio su cui non gravano ipoteche, da dare in garanzia?” è il ragionamento di Russomanno. All’esponente di Controcorrente ha fatto da supporto Ivano Padovani che ha chiesto il motivo per cui prima di proporre la transazione non siano state fatte alcune verifiche sui bilanci dell’Immobiliare Eugenia e del Gruppo Lops. Quest’ultimo, nel bilancio del 2021 avrebbe iscritto fideiussioni per 34milioni di euro pur avendo solo un capitale sociale di 5 milioni e un patrimonio di 6 milioni. “È stata fatta un’indagine ipotecaria”, ha chiesto l’ex sindaco trezzanese? Naturalmente no.

Bottero dal canto suo ha rivendicato il lavoro svolto dalla sua amministrazione sul  recupero delle tasse comunali, Imu compresa.Il grande lavoro sull’evasione fiscale – ha detto  – ci ha consentito di apportare notevoli migliorie al nostro bilancio comunale, assicurando servizi e investimenti, oltre a innescare un circolo virtuoso anche a beneficio degli operatori che lavorano con il Comune. Con maggiori disponibilità a bilancio, il Comune ha notevolmente ridotto i tempi dei pagamenti e le aziende fornitrici hanno avuto la possibilità di lavorare in serenità e soprattutto assicurare i servizi alla cittadinanza. La conferma che la legalità conviene”.

A questo punto, il muro contromuro è proseguito. Dopo aver respinto la proposta di rimandare l’approvazione del documento a un prossimo consiglio comunale, in attesa delle verifiche necessarie ad avere un quadro più specifico della situazione patrimoniale dei Lops, l’intera opposizione ha presentato un documento, che ha chiesto venga allegato alla delibera, nel quale ha riassunto tutte le motivazioni per cui credono che l’accordo sia a rischio. Il voto finale ha sancito l’adozione della transazione così come proposto dalla maggioranza.

Fatti i conteggi, scontate le sanzioni, rimarrebbe un debito di 3.143.689,00 euro da rimborsare versando 500mila euro entro il 31 dicembre 2022, e 2.643.689,00 in 120 rate mensili da poco più di 22mila euro ciascuna più gli interessi maturati nel corso dei mesi. Ulteriori 50mila euro sarebbero versati, questo è l’impegno, come contributo per le spese legali sostenute dal comune.

Sulla vicenda,  questa mattina il gruppo indipendente formato da Giorgio Ghilardi e Cristina Cavagna ha diffuso un comunicato con il quale torna sulla ventilata ipotesi che la transazione approvata l’altra sera sia il preludio a un cambio di destinazione d’uso, da terziario a residenziale, da parte del Gruppo Lops dell’edificio che ospitava gli uffici della 3G in via Curiel.  “Noi – sottolinea il comunicato – sorveglieremo i passi dell’amministrazione molta attenzione  e non permetteremo  che agli stessi debitori  venga concessa nessuna variazione di destinazione di ogni loro immobile o aree fruibili  di cui ne sono proprietari, utilizzando tutti gli strumenti giuridici che ci saranno concessi”.

 

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