
Clima teso tra azienda e sindacati: all’ordine del giorno dell’incontro di questa mattina al Ministero dello sviluppo economico è previsto il negoziato sugli 817 licenziamenti stimati con il piano di fusione
La vicenda Conad-Auchan si arricchisce di un nuovo capitolo. Ieri i vertici di Margherita Distribuzione, la società Conad che si occupa della gestione dei negozi ex Auchan ha inviato richiesta al Mise, Ministero dello sviluppo economica la messa in cassa integrazione di 5mila dipendenti. In gioco c’è anche il futuro di 456 dipendenti che lavorano nella sede di Rozzano.
La sorpresa
La richiesta ha destato sorpresa, soprattutto dopo le dichiarazioni degli stessi vertici di Margherita Distribuzione che, la scorsa settimana avevano annunciato che, per evitare i licenziamenti, o parte di essi, preannunciati sarebbero stati incentivate le uscite volontarie. “Non sappiamo ancora nulla”, anche se “abbiamo avuto la sensazione che qualcosa potesse succedere” – ha detto ieri Luca Malcotti, segretario del Terziario e vicesegretario generale di Ugl.
Il tavolo
Al tavolo atteso per questa mattina tra azienda e sindacati si andrà sicuramente fuori tema. All’ordine del giorno è infatti previsto il negoziato sui già annunciati 817 tagli stimati con il piano di fusione. Ma i sindacati promettono: “Chiederemo spiegazioni”. La nuova richiesta di Margherita Distribuzione riguarda il 60% degli 8.873 dipendenti distribuiti praticamente in tuta Italia, quindi circa 5mila persone.
Risanamento?
Auchan sta cercando di rassicurare i dipendenti e in una nota ha spiegato che il ricorso alla cassa integrazione “è solo uno degli strumenti previsti per supportare gli interventi di ristrutturazione e risanamento di alcuni punti vendita”, specialmente i grossi ipermercati e i negozi più piccoli. Per il gruppo Margherita, inoltre, sarà così possibile “dare continuità di reddito ai lavoratori interessati dai processi di risanamento e ristrutturazione”.
I dubbi
I sindacati non sono però convinti. Per la Filcams Cgil “sulla procedura di richiesta di cassa integrazione ci sono già evidenti criticità e dubbi che dovranno essere affrontati con l’impresa il prima possibile”. Secondo il sindacato “manca ancora un piano di salvaguardia occupazionale” e “nonostante gli annunci fatti sulla stampa l’impresa non ha ancora chiarito quante persone possono essere ricollocate nella rete Conad” quindi “la cassa integrazione può, evidentemente, solo ammortizzare temporaneamente il rischio esuberi”.
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