lunedì, Luglio 22, 2024
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Cesano, la sindacatura del neosindaco Pozza parte con le solite polemiche tra destra e sinistra

non è cambiato alcunché rispetto alle scramucce d'ordinanza, che hanno caratterizzato la vecchia legislatura, tra l'uno e l'altro schieramento

consiglio comunale cesano boscone ok
Nella foto, tutti i componenti del nuovo consiglio comunale di Cesano Boscone riunito ieri sera per la prima volta

Il primo consiglio comunale dell’amministrazione Pozza a Cesano Boscone si è celebrato nel cortile di villa Marazzi davanti ad un pubblico numeroso ed è iniziato con l’emozione dei consiglieri comunali, molti dei quali sono alla prima esperienza. I discorsi inaugurali, da centrodestra e centrosinistra, sono stati improntati sui ringraziamenti agli elettori, al sindaco nuovo, ai sindaci passati. A chiunque abbia avuto un ruolo pubblico in città. Una specie di noia mortale che stava per smorzare l’entusismo dei più appassionati. Nella sostanza, sono tre i consiglieri subentrati al posto di chi ha assunto la carica di assessore. Una la surroga. Sono questi i numeri della prima assise comunale.

Le nuove (vecchie) scaramucce

I convenevoli di circostanza sono continuati fino a che non è intervenuta la capogruppo di Fratelli d’Italia, Simona Sanfelici, che ha rotto la noia lanciandosi in un’analisi cruda e decisa del voto che ha toccato qualche nervo scoperto della maggioranza. Maggioranza  che ha colto la provocazione al volo. Un consigliere di maggioranza ha detto di essere stato felice fino all’Intervento della Sanfelici (il gioco di parole non è merito nostro)e il capogruppo del Pd Marco da Ros si è lanciato in una spedie di filippica che ha dimostrato, al di là dei contenuti, quanto non sia cambiato alcunché rispetto alle scramucce d’ordinanza, che hanno caratterizzato la vecchia legislatura, tra l’uno e l’altro schieramento.

L’accusa

Simona Sanfelici ha accusato Marco Pozza di aver vinto solo ricorrendo alle alleanze a campo largo, aggregando il movimento 5 stelle e la lista Civicamente composta e sostenuta da persone che nello scorso mandato erano all’opposizione e con cui faranno molta fatica ad andare d’accordo. Il sindaco Marco Pozza, dal canto suo, ha voluto donare alle consigliere e ai consiglieri una copia della Carta, con “l’augurio di un mandato ricco di soddisfazioni personali e politiche”.

Il prezzo dell’alleanza

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Nella foto la nuova giunta di Cesano Boscone

La nomina della giunta e i conseguenti subentri in consiglio comunale compreso il giuramento del sindaco  hanno occupato il resto del tempo. I nomi sono ormai noti: Fulvio Paladini sarà il vicesindaco e assessore bilancio e partecipate; Ilaria Ravasi, assessore esterno, al sociale e lavoro; Maria Pulice (premio ai 5 stelle) assessore al marketing commercio Protezione civile, Sicurezza e Sport; Aldo Guastafierro alla cultura tempo libero, giovani, istruzione e It; Giovanni Bianco, partecipazioni e decoro urbano. Sin da questo consiglio sono valide le dimissioni di Salvatore Gattuso.

La suspence

Il secondo momento di suspence si è avuto con l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Lo spoglio del voto segreto ha portato alla luce la debolezza del consiglio comunale: 8 schede bianche e 8 schede con il nome di Mara Lucia Rubichi, annunciata poco prima dal capogruppo del Pd come loro candidata. Fingendo di essere sorpresa della candidatura, la Ribichi, che stava già presiedendo il consiglio, non aveva ritirato una scheda di votazione. È stata eletta ugualmente al secondo turno con 9 voti e 7 , ma il suo imbarazzo era palese.

Mancanza di dialogo

La minoranza ha spiegato che la scelta di votare scheda bianca derivava dal mancato dialogo e dall’imposizione del nome del garante dell’intero consiglio comunale senza discussione. Del Ros ha iniziato come suo solito a polemizzare, e la minoranza si è astenuta sulla immediata eseguibilità. L’imbarazzo dell’eletta, che si è detta dispiaciuta della situazione, e la polemica che ne è seguita hanno fatto passare sottogamba il fatto che nel consiglio comunale basterà lo starnuto di un consigliere per mandare sotto la maggioranza.

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