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Caldo record negli asili di Rozzano, il Pd chiede i condizionatori: «I bambini non possono stare a 37 gradi»

 Leo Missi accende il dibattito sulle temperature nelle scuole dell'infanzia e nei nidi comunali. Dal Comune: «Gli edifici sono dotati di ventilatori, in passato si è scelto di non installare l'aria condizionata per evitare la diffusione di genti patogeni. Per il futuro valuteremo soluzioni nel rispetto delle norme».

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L’ondata di caldo che sta investendo Milano e il suo hinterland arriva anche nelle aule delle scuole dell’infanzia e dei nidi di Rozzano, dove nelle ultime ore si è acceso il dibattito sull’opportunità di installare impianti di climatizzazione nelle strutture frequentate dai più piccoli. A sollevare la questione è stato il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Leo Missi, che con un lungo intervento pubblico ha richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui bambini, insegnanti ed educatrici stanno affrontando giornate caratterizzate da temperature eccezionalmente elevate.

«Alle otto del mattino ci sono già 30 gradi e nel pomeriggio si raggiungono facilmente i 36-37 gradi», osserva Missi. «Nelle strutture comunali dedicate ai bambini non esistono impianti di climatizzazione. In alcuni casi ci sono soltanto ventilatori a soffitto e in altri sono stati addirittura i genitori a organizzarsi per acquistarli». Secondo il consigliere, il tema non riguarda il comfort ma la tutela della salute dei più piccoli. «Parliamo di bambini che mangiano, giocano, riposano e trascorrono l’intera giornata all’interno di questi spazi. Se consideriamo normale avere l’aria condizionata negli uffici e nei centri commerciali, dovremmo prestare la stessa attenzione ai luoghi che ospitano i nostri figli».

La risposta del Comune

Da Palazzo Comunale spiegano che l’attuale situazione è stata determinata anche dall’eccezionalità delle temperature registrate nelle ultime settimane. «L’ondata di caldo ha sorpreso tutti e non era prevedibile», fanno sapere dall’amministrazione. «Tutti gli istituti sono dotati di ventilatori e in passato era stato deciso di non installare impianti di condizionamento per evitare possibili rischi per la salute dei bambini e limitare la diffusione di agenti patogeni». Il Comune sottolinea inoltre che le scuole dell’infanzia termineranno le attività entro pochi giorni, mentre resterà aperta soltanto una struttura destinata ai campus estivi. «Non è possibile intervenire nell’immediato, ma per il futuro troveremo una soluzione nel rispetto delle normative che regolano questo aspetto».

Cosa prevedono le linee guida

Il tema non è semplice e coinvolge aspetti sanitari, tecnici ed energetici. Le normative e le linee guida sul microclima scolastico stabiliscono infatti che gli ambienti frequentati dai bambini debbano garantire condizioni di benessere termico e qualità dell’aria. Per le strutture dedicate alla fascia 0-6 anni la temperatura estiva raccomandata è generalmente compresa tra i 24 e i 27 gradi. Gli impianti di climatizzazione, quando presenti, devono essere progettati in modo da evitare getti d’aria diretti sui bambini e garantire un corretto ricambio dell’aria. Gli esperti parlano di “microclima scolastico”, cioè dell’equilibrio tra temperatura, umidità e ventilazione all’interno degli ambienti. Un elemento che incide non solo sul comfort, ma anche sul benessere psicofisico, sulla capacità di concentrazione e sulla qualità della permanenza nelle aule.

Un tema destinato a tornare

Con le estati sempre più calde e frequenti ondate di calore che ormai non rappresentano più eventi eccezionali, la questione degli impianti di raffrescamento negli edifici scolastici è destinata a diventare sempre più centrale anche a Rozzano. Per il momento l’amministrazione prende tempo, ma apre alla possibilità di individuare soluzioni future. Una discussione che coinvolge famiglie, personale scolastico e istituzioni e che, come sottolineato dallo stesso Missi, riguarda prima di tutto la qualità degli spazi in cui crescono i cittadini di domani.

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