
La piscina Azzurra di Buccinasco deve riaprire. Lo dicono tutti. Lo dicono in comune, lo dicono ovunque. Peccato che non si sappia quando. Perché attualmente è inagibile, non si sa quando cominceranno i lavori per metterla in sicurezza e c’è il rischio che si perdano posti di lavoro.
Per questo motivo, domani, Sabato 22 maggio dalle 9.30 alle 12.30, un gazebo sarà allestito davanti all’impianto di via della Costituzione. Gli organizzatori, cittadini comuni e rappresentanti della Lega, chiederanno che venga trovata, al più presto, una soluzione per riaprire l’impianto in sicurezza, tutelando i lavoratori e chi la frequenta.
La piscina comunale è stata costruita verso la fine degli anni ’90. Era una delle prime nel territorio con vasca per i corsi, per i sub, per i disabili. Da allora é gestita da una multinazionale del settore energetico, la Engie, grazie a una convenzione che scadrà nel 2036 e che attribuisce alla società la manutenzione dell’impianto.
Nel 2019 sono stati effettuati alcuni controlli da parte dei tecnici comunali all’interno della struttura, controlli che non avrebbero rilevato danni, se non qualche problema legato ad umidità e usura dovuto all’utilizzo negli anni, noti a qualunque appassionato che frequenta un impianto sportivo come quello di via Costituzione.
Nel 2020, invece, durante una successiva controlla, sono stati riscontrati danni importanti tali da non permettere un regolare servizio, danni che addirittura metterebbero in pericolo a sicurezza di chi frequenta la struttura. Sono necessari lavori di ripristino che, secondo gli accordi vigenti, dovrebbero essere finanziati dalla società che ha in gestione la piscina, pena la decadenza della convenzione. Avendo la struttura una gestione privata – sottolineano in comune – , al privato, la società Engie quindi, spettano gli interventi strutturali che permettano agli sportivi e alle famiglie di Buccinasco di continuare a frequentarla.
Il punto è che non sono ancora chiari i costi dell’operazione che dovrebbero essere quantificati tramite una perizia che sarà deposita in Comune nei prossimi giorni. E nemmeno i tempi di attuazione. Oggi, venerdì 21 maggio, una delegazione guidata da Manuel Imberti ha visitato la struttura per verificare se effettivamente ci sono danni tali da impedirne la riapertura in sicurezza.
“Non è certamente una situazione facile, – ha detto Imberti – in questo momento la nostra preoccupazione è per il personale perché dopo mesi di difficoltà legate al Covid, in vista delle riaperture non può riprendere a lavorare e poi per tutti i cittadini, iscritti o normali frequentatori che non possono usufruire del servizio”.
In Comune si spera che Engie si faccia carico di quanto dovuto e proceda con gli interventi necessari. In caso contrario – minacciano – la Convenzione non sarà più valida e la società dovrà pagare pesanti penali. Poi si procederà a un bando per una nuova gestione. In questo caso – è la promessa – tuteleremo i lavoratori: anche se non è un obbligo di legge come per altri settori, nel bando sarà inserita una clausola sociale per assorbire lo staff.
Il problema, come detto, sono i tempi. Per accelerarli, domani, Sabato 22 maggio dalle 9.30 alle 12.30 sarà allestito il gazebo davanti alla piscina per chiedere che venga trovata una soluzione per riaprire la piscina in sicurezza, tutelando i lavoratori e chi la frequenta.
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