HomeNewsAssagoAssago, anziani a rischio Coronavirus? Alla Pontirolo tutto sotto controllo

Assago, anziani a rischio Coronavirus? Alla Pontirolo tutto sotto controllo

Drammatiche le notizie che arrivano da Mediglia dove in pochi giorni è avvenuta una strage (25 morti) o a Cingoli  dove tutti i pazienti e gli operatori di una residenza sanitaria per anziani sono positivi al Covid-19

L’età media è altissima: ci vivono quattro ultracentenari e una ventina di ultraottantenni. Sono le persone più a rischio attacco da Coronavirus. Da qualche settimana vivono praticamente in isolamento all’interno della casa di riposo della Fondazione Pontirolo ad Assago: niente più visite dei parenti, nienti contatti con il mondo esterno. Qui vivono 59 anziani provenienti dai comuni di Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Trezzano e dalla stessa Assago.

La tragedia

È l’unico modo per preservarli, viste anche le notizie che arrivano da Mediglia dove in pochi giorni è avvenuta una strage (25 morti) o a Cingoli, nelle Marche, dove tutti i pazienti e gli operatori di una residenza sanitaria per anziani sono positivi al Covid-19. Alla Pontirolo, per il momento, la situazione è sotto controllo.

Struttura blindata

Il merito forse va ascritto alla decisione di blindare l’intera struttura appena è scattato l’allarme presa dal presidente Alessandro Quarta e dai suoi collaboratori: stop alle visite, stop ai parenti, stop a chiunque non abbia precisi compiti di assistenza. L’unica concessione è stata l’allestimento di video conference per permettere ai pazienti un contatto, sia pure solo on line, con i propri familiari.

Pronti all’emergenza

“La struttura era pronta ad affrontare l’emergenza –  ha detto a pocketnews.it l’ex presidente Francesco Magisano.  – È stata adottata la stessa strategia introdotta lo scorso dicembre quando si verificò un caso di scabbia. L’isolamento permise di risolvere la questione senza che fosse contagiato alcun altro ospite”. Per il momento quindi, la situazione è sotto controllo.

Il grazie

Il problema adesso è superare la sensazione di solitudine che sta assalendo i pazienti. Troppo repentino lo stacco con la vita esterna, troppo tempo trascorso senza il conforto delle persone più care. “Un grazie di cuore – sottolinea Alessandro Quarta – va a tutti coloro che sono in prima linea e che si impegnano per accudirli, lavarli, dargli da mangiare, metterli a letto, tenergli un po’ di compagnia. Senza di loro non sarebbe possibile garantire ai nostri anziani, alcuna assistenza”.

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