
Depositato questa mattina un documento che chiede ai responsabili del comune di fare finalmente chiarezza sulla installazione di antenne 5G a Trezzano, questione che sta inquietando molti residenti che temono gli effetti delle emissioni sulla loro salute
La questione delle presunte installazioni di antenne per la connesione del 5G sul territorio del comune che tanto allarme ha suscitato tra i residenti di Trezzano, arriva nelle sedi istituzionali. Questa mattina, infatti, sull’argomento è stata protocollata una interpellanza indirizzata al sindaco Fabio Bottero, all’assessore all’Ambiente Cristina De Filippi e al presidente del Consiglio comuale, Claudio Albini.
Chiarezza
Il documento, firmato da Zina Villa, Ivano Padovani, Giuseppe Russomanno e Giorgio Ghilardi, chiede ai responsabili aministrativi del comune di fare finalmente chiarezza sulla questione 5G a Trezzano, questione che sta inquietando un numero impressionante di abitanti che temono gli effetti delle emissioni sulla loro salute.
Anni per capire
Nel merito ci sono due schieramenti: quelli che sono completamente favorevoli e sono convinti che non provochino alcun danno e coloro che invece sono decisamente contrari. Ogni schieramento, poi, può contare su decine di studi anche autorevoli che appoggiano l’una e l’altra posizione. In realtà ci vorranno anni per capire quali sono i veri effetti che un’ulteriore esposizione a campi elettromagnetici ad alta fequenza provoca sulla salute. E accaduto per l’eternit, per il tabacco e per decine di altre sostanze o presunte innovazioni tecnologiche.
Vade retro antenna
Che l’argomento sia divisivo è incontestabile. Basti pensare che lo scorso 15 gennaio, solo tre mesi fa quindi, il sindaco di Cento (comune dell’Emilia Romagna), Fabrizio Toselli, appellandosi al principio precauzionale sancito dall’Unione Europea, ne ha vietato l’installazione dentro i confini del territorio che amministra.
Il tam tam
Viste le polemiche suscitate nei giorni scorsi da un altro articolo pubblicato da pocketnews.it sull’argomento (leggi qui) e dal tam tam diffuso via web di residenti che denunciano malori a loro dire provocati dalle antenne già esistenti in via Fermi, in via Leonardo da Vinci e nelle adiacenze del campo Fabbri, una domanda aleggia lungo le sponde del Naviglio: a Trezzano sono state o non sono state installate antenne del 5 G?
Posizione ufficiale
Il sindaco Bottero ha già smentito la loro esistenza. Ma dal dibattito sul web è emerso la necessità che l’amministrazione prenda una posizione ufficiale sullo “stato dell’arte” dei lavori che comunque prima o poi dovrebbero partire, e la renda nota. L’occasione è arrivata con il deposito dell’interpellanza sottoscritta dai capigruppo dei partiti di minoranza.
L’accordo con Vodafone
I quattro hanno quindi chiesto al primo cittadino e all’assessore all’Ambiente di fornire un aggiornamento dettagliato sullo stato di avanzamento della sperimentazione e della installazione e diffusione della rete 5G autorizzata con una delibera del settembre del 2018 che fa riferimento a un accordo sottoscritto dalla giunta di Trezzano con la Vodafone e il Comune di Milano “in ordine allo sviluppo di attività di sperimentazione pre-commerciali per reti e servizi innovativi 5G”.
Quali criteri
Nel documento chiedono anche di “specificare quali criteri siano stati adottati per individuare le aree oggetto di sperimentazione” e di “confermare in via definitiva quali siti e quartieri del comune di Trezzano sul Naviglio oltre alla centralina adiacente il Campo Fabbri sono inclusi nella sperimentazione”, oltre che a “specificare se sono state incluse nelle sperimentazioni coperture indoor o a livello stradale (dette “Small Cell”) e dove.
Informare i cittadini
Con l’interpellanza, i quattro vorrebbero che il sindaco chiarisse quali informazioni “sono state date ai cittadini residenti nelle zone oggetto di sperimentazione riguardo al progetto di installazione della nuova tecnologia radiomobile 5G e i potenziali rischi per la salute”. E confermasse se nella sperimentazione ed uso del 5G “si sono effettuati degli studi specifici sulle conseguenze e rischi concernenti la salute della cittadinanza specificandone fonti ed esiti”. Si attende ora la risposta del primo cittadino trezzanese.
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